Le prestazioni con le rispettive nazionali hanno messo in luce i destini divergenti di tre attaccanti del campionato italiano. Mentre uno ha brillato con una prestazione maiuscola, gli altri due hanno affrontato difficoltà e incertezze sul loro ruolo.
Jonathan David si è trasformato con la maglia del Canada, realizzando una tripletta contro il Qatar. Questa performance ha confermato il suo straordinario rendimento in nazionale, dove ha raggiunto 42 gol in 79 presenze. Un bottino che si aggiunge ai 16 gol segnati in Champions League contro avversari di primo livello.
Il suo caso resta però un mistero per la Juventus. Acquistato a parametro zero, in bianconero ha mostrato movimenti eleganti e abilità nello scambio, ma anche limiti fisici e imprecisione negli appoggi, faticando a fare reparto da solo. La dirigenza juventina nutre dubbi sulla sua determinazione. Sebbene David preferisca giocare al fianco di una punta centrale, la sua tripletta, pur contro un avversario modesto, ha riacceso l’interesse. Il giocatore vorrebbe restare, ma con queste premesse la sua cessione potrebbe diventare un’opzione concreta per il club.
Situazione opposta per Lautaro Martinez, rimasto a secco nella partita dell’Argentina contro l’Algeria. Il capitano dell’Inter ora teme di rivivere lo scenario del Mondiale in Qatar, quando ha perso il posto da titolare a favore di Julián Álvarez dopo la prima giornata. Giocare al fianco di Lionel Messi impone un ruolo di supporto, diverso da quello di leader assoluto che ricopre all’Inter.
Il commissario tecnico Scaloni, come in passato, potrebbe preferirgli Álvarez per la sua capacità di legare il gioco con il centrocampo. Tuttavia, Lautaro rimane un attaccante di lusso, entrato nella storia dell’Inter con 175 gol e quarto marcatore di sempre con l’Argentina. Dovrà semplicemente gestire la concorrenza e adattarsi a un ruolo diverso da quello che ha nel suo club, senza lasciarsi scoraggiare dall’alternanza.
Ancora più complessa appare la parabola di Santiago Gimenez. Il centravanti messicano, acquistato dal Milan nel febbraio 2025 per 30 milioni, non è mai riuscito a imporsi. Dopo un inizio promettente, con un gol segnato contro la sua ex squadra, il Feyenoord, il suo rendimento è crollato.
In Olanda aveva segnato 65 gol in 105 partite, presentandosi come il classico numero 9 potente e d’area di rigore che sembrava mancare al Milan. Le aspettative sono state deluse. Dopo sei gol nella prima metà di stagione, ne ha segnato appena uno nell’ultima, finendo ai margini del progetto tecnico. Anche in nazionale fatica a trovare spazio, relegato al ruolo di terza o quarta punta. Con tre anni di contratto rimanenti, il Milan valuta una cessione in prestito per permettergli di ritrovare fiducia.











