La carriera di Novak Djokovic, costellata di record, si fonda su un’incessante ricerca della perfezione. A svelare i retroscena di questa mentalità è stato il suo fisioterapista, Carlos Costa, intervenuto durante un podcast. Secondo Costa, che ha lavorato con tennisti di altissimo livello, nessuno è paragonabile al serbo per visione, intensità e dedizione quotidiana.
L’approccio di Djokovic al professionismo si manifesta in una cura maniacale per ogni singolo aspetto. Costa ha raccontato aneddoti che illustrano questa ossessione: “Novak presta attenzione a ogni dettaglio, persino al tempo necessario per passargli l’asciugamano”. Se qualcosa non procede secondo i piani, nascono attriti. Il tennista ha anche creato dei test interni al suo team per assicurarsi che tutti adottino le migliori strategie di recupero e i trattamenti più efficaci.
Questa ricerca non si limita alla gestione fisica, ma si estende al miglioramento tecnico costante, anche dopo aver raggiunto l’apice. “La prima volta che ho lavorato con lui, sono rimasto sbalordito”, ha spiegato Costa. “Aveva appena ingaggiato un biomeccanico per perfezionare il servizio e il dritto”. Djokovic ha dedicato intere settimane a lavorare su aspetti specifici per rendere i suoi colpi ancora più efficaci, dimostrando una volontà di evolversi senza sosta.
La sua fame di conoscenza lo porta a osservare attentamente anche i metodi di allenamento dei suoi avversari. “Nole ha chiesto perché Sinner facesse allenamento per gli occhi e noi no”, ha proseguito il fisioterapista. Questa curiosità lo spinge a non dare nulla per scontato e a pretendere sempre aggiornamenti e nuove soluzioni dal suo staff, per rimanere competitivo ai massimi livelli.
Nonostante un palmares che gli permetterebbe di considerare conclusa la sua carriera e un recente calo nel ranking mondiale, Djokovic non ha intenzione di fermarsi. La sua determinazione costringe anche i membri del suo team, come Costa, a un aggiornamento continuo. “Cerco sempre di mantenermi aggiornato, seguendo corsi con professionisti di altre discipline”, ha ammesso il portoghese, sottolineando come le richieste del serbo esigano risposte rapide e competenti.
È questa combinazione di talento e ossessione a costituire il motore della sua longevità sportiva. La sua carriera rappresenta la dimostrazione pratica di come una dedizione assoluta possa trasformare un grande atleta in una leggenda quasi ineguagliabile, spingendosi costantemente oltre i propri limiti a dispetto dell’età e dei successi già ottenuti.








