Leclerc a Baku: caccia alla vittoria che non arriva mai

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Cronache sport formula1
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Il rapporto tra Charles Leclerc e il circuito cittadino di Baku è una storia di gioie intense e profonde delusioni. Il Gran Premio dell’Azerbaigian rappresenta per il pilota monegasco una tappa ricca di significato, dove punterà a sfatare il tabù della vittoria che, nonostante quattro pole position, gli è sempre sfuggita per ragioni diverse.

Il legame più forte risale al 2017, quando Leclerc correva in Formula 2 con il team Prema. Pochi giorni prima della gara, la sua famiglia ha affrontato la scomparsa di Hervè, suo padre. Nonostante il lutto, un diciannovenne Charles ha trasformato il dolore in una determinazione straordinaria. Maurizio Arrivabene, allora team principal della Ferrari, ha raccontato di averlo incontrato in aereo e di avergli chiesto cosa ci facesse lì. La sua risposta è stata: “Prima devo vincere, poi posso tornare a casa e seppellire mio padre”.

Quel fine settimana è entrato nella storia. Leclerc ha conquistato la pole position con quasi sei decimi di vantaggio e ha vinto la Feature Race. Ha poi dedicato il successo al padre, indicando la scritta “Je t’aime papa” sulla sua monoposto. “Non ho mai pensato di non correre, sono sicuro che mio padre avrebbe voluto che fossi lì e che vincessi per lui”, ha dichiarato dopo la gara.

L’anno successivo, nel 2018, Leclerc ha mantenuto la promessa fatta al padre debuttando in Formula 1 con l’Alfa-Romeo Sauber. Dopo un inizio di stagione complicato, tipico per un debuttante, è stato proprio a Baku che ha invertito la rotta. In una gara caotica, ha ottenuto un sorprendente sesto posto, conquistando i suoi primi punti iridati in carriera e dimostrando il suo talento.

Il passaggio in Ferrari ha inaugurato un’era di grandi aspettative e altrettanti rimpianti sul tracciato azero. Nel 2019, alla sua prima stagione con la Scuderia, ha dominato le prove libere ma ha commesso un errore in qualifica, finendo contro le barriere nel tratto del castello e definendosi “stupido” via radio.

Dopo la cancellazione della gara nel 2020 a causa della pandemia, Leclerc ha iniziato una striscia di pole position. Nel 2021 ha realizzato un capolavoro, mettendo la non competitiva SF-21 davanti a tutti, anche se in gara non ha avuto reali possibilità di vittoria. Nel 2022, invece, ha dominato le qualifiche e si trovava saldamente in testa alla corsa quando un guasto al motore lo ha costretto al ritiro.

Anche nel 2023 il monegasco è partito dalla pole position sia per la Sprint Race che per il Gran Premio, ma la superiorità della Red Bull in quella stagione ha permesso a Sergio Pérez di conquistare una doppietta. Sfortuna, errori e problemi di affidabilità hanno finora impedito a Leclerc di convertire il suo feeling con la pista in una vittoria.

Per il prossimo appuntamento, l’obiettivo è rompere l’incantesimo. La sfida si preannuncia complessa: il lungo rettilineo di Baku potrebbe penalizzare la Ferrari rispetto ad altri team. Inoltre, pende un’incognita sul motore, recuperato dopo un incidente precedente, la cui affidabilità sarà verificata solo nelle prove libere. Un’eventuale sostituzione della power unit costringerebbe Leclerc a partire dal fondo della griglia, complicando ulteriormente la sua caccia al successo.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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