Dl dignità, Cgil: difendere diritti non significa rimanere a età pietra

“Se ‘rimanere all'età della pietra’ significa difendere il diritto a un lavoro dignitoso, ben retribuito e contrattualizzato siamo ben felici di non considerarci moderni”.

Claudio Furlan / Lapresse

Roma, 20 lug. (LaPresse) – “Se ‘rimanere all’età della pietra’ significa difendere il diritto a un lavoro dignitoso, ben retribuito e con contratti a norma siamo ben felici di non considerarci moderni”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti replica alle parole del ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio. Secondo la dirigente sindacale “iI ministro dovrebbe preoccuparsi se settori strategici per l’economia del Paese come quello dell’agricoltura e quello del turismo ritengono che per rilanciare il loro sviluppo sia necessario liberalizzare l’utilizzo dei voucher e non, piuttosto, programmare investimenti, valorizzare il made in Italy, formare e qualificare gli addetti, e contrastare irregolarità e illegalità”.

sottolinea la segretaria confederale della Cgil

“In agricoltura e nel turismo il lavoro occasionale è ancora possibile sulla base delle norme definite dal governo Gentiloni, che impedirono l’effettuazione del referendum. Ma occasionale non è sinonimo di stagionale”. “Sia in agricoltura che nel turismo, settori in cui la stagionalità è molto presente esistono tutte le flessibilità contrattuali necessarie per rispondere alle richieste delle imprese con lavoro tutelato. Anche in termini di diritti come disoccupazione, malattia, maternità e ferie”. “Ribadiamo che sarebbe estremamente contraddittorio introdurre nel dl dignità, un provvedimento che vorrebbe caratterizzarsi soprattutto per il contrasto alla precarietà. Una nuova normazione dei voucher che li renderebbe ancora più utilizzabili di quanto non già non lo siano”. “Per questo – conclude Scacchetti – fin dai prossimi giorni, come deciso unitariamente dalle categorie, ci mobiliteremo affinché ciò non avvenga”.

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