Dolcetti, finita la collaborazione con Allegri al Napoli

59
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Dopo dodici anni si è interrotta la collaborazione tra Aldo Dolcetti e Massimiliano Allegri. Lo storico membro dello staff tecnico non seguirà l’allenatore nella nuova avventura al Napoli. È stato lo stesso Allegri a comunicargli la decisione con una telefonata, spiegando la necessità di lavorare con un team ridotto per ragioni di budget.

Dolcetti ha accettato la scelta senza alcuna polemica, sottolineando di comprendere le ragioni del tecnico. Il loro legame professionale è nato ai tempi del Pisa nella stagione 1988-89, quando entrambi erano centrocampisti in una squadra che includeva anche Carlos Dunga e che due anni dopo avrebbe accolto Diego Simeone.

La collaborazione tecnica è iniziata alla Juventus nel 2014. Per cinque anni, Dolcetti è stato il primo assistente sul campo, per poi diventare, dal 2021, il coordinatore delle varie attività dello staff, compresa l’area di video analisi. Ha ricordato come nel primo quinquennio bianconero abbiano allenato squadre di altissimo livello, mentre al ritorno, sia alla Juve che al Milan, le rose non fossero competitive come si pensava.

Secondo Dolcetti, Allegri è un ‘top internazionale’ che sa mettere i giocatori nelle migliori condizioni, lasciando loro libertà espressiva. Ha definito il suo calcio ‘libero, aperto e pragmatico’, finalizzato unicamente alla vittoria, criticando la sterile contrapposizione tra ‘giochisti’ e ‘risultatisti’, ritenendola un’etichetta scorretta appiccicata al tecnico livornese.

L’unico difetto che Dolcetti ha imputato al suo ex allenatore è di natura comunicativa. ‘Non è riuscito a vendere nel modo giusto i suoi successi, ha sempre minimizzato quando avrebbe dovuto fare un po’ di marketing della vittoria’. Ha tracciato un parallelo con Carlo Ancelotti, sottolineando come, a parità di approccio tecnico, la percezione pubblica dei due sia molto diversa.

Ora Dolcetti è sul mercato e si propone per un ruolo di coordinamento in uno staff di alto livello, per un club o una nazionale. Forte dell’esperienza maturata, si sente pronto a gestire le diverse professionalità di un gruppo di lavoro. Non ha escluso un ritorno in panchina come primo allenatore, magari all’estero, seguendo le orme del figlio Lorenzo, già attivo in diversi club europei.

Lontano dal campo, Dolcetti coltiva da tempo la passione per la pittura, con le sue tele che hanno raggiunto un discreto mercato. Dopo un periodo dedicato a dipingere ‘non luoghi’ come le camere d’hotel, ora si concentra su ritratti il cui messaggio è ‘la natura vince’, traendo ispirazione da maestri come Picasso e Francis Bacon.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome