Elia Caprile, portiere del Cagliari e uno dei talenti emergenti del calcio italiano, ha ufficialmente ottenuto la cittadinanza albanese. La notizia, emersa dai media locali, è stata confermata dalla pubblicazione del suo nome nella gazzetta ufficiale del Paese balcanico, aprendo a nuovi scenari per il suo futuro internazionale.
La decisione di richiedere il passaporto albanese è maturata per ragioni strettamente personali e familiari, legate alla nazionalità della sua compagna. Caprile ha presentato una richiesta formale nelle scorse settimane, domanda che è stata accolta e ha completato il suo iter burocratico, rendendo il classe 2001 a tutti gli effetti un nuovo cittadino albanese.
Nonostante le ottime prestazioni fornite con le maglie di Bari, Empoli e ora Cagliari, il portiere non ha mai avuto l’opportunità di esordire con la Nazionale maggiore italiana. Ha collezionato solo alcune presenze con le selezioni giovanili, tra cui due con l’Under 21, senza però mai entrare nel giro della prima squadra in partite ufficiali.
L’acquisizione della nuova cittadinanza ha subito attirato l’attenzione della Federazione calcistica albanese (FSHF). L’organo di governo del calcio locale sembrerebbe infatti interessato ad avviare le pratiche per rendere Caprile un giocatore convocabile per la propria selezione nazionale, arricchendo il parco portieri a disposizione.
Tuttavia, il percorso per vestire la maglia rossonera non è immediato. Le normative della FIFA in materia di cambio di nazionalità sportiva sono molto rigide e non basta possedere il passaporto di un Paese per poterne rappresentare la nazionale. È necessario soddisfare almeno uno tra specifici requisiti di legame territoriale o di sangue.
La regola richiede che il giocatore sia nato nel territorio della federazione, che almeno un genitore o un nonno biologico sia nato lì, oppure che abbia vissuto ininterrottamente nel Paese per un periodo minimo di tempo stabilito, solitamente cinque anni dopo il compimento dei 18 anni.
Al momento, Elia Caprile non soddisfa nessuna di queste condizioni. Non è nato in Albania, non ha parenti di origine albanese e non ha mai vissuto nel Paese. Il legame con la compagna, anche in caso di matrimonio, non costituisce un requisito valido ai fini dell’eleggibilità sportiva secondo le attuali norme internazionali.
Di conseguenza, una sua convocazione da parte della nazionale albanese non è un’ipotesi percorribile nell’immediato, a meno di future e al momento improbabili modifiche regolamentari. La situazione rappresenta però un chiaro segnale per la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il rischio di perdere un portiere di sicura prospettiva potrebbe spingere lo staff tecnico azzurro a riconsiderare le gerarchie future e a concedergli un’opportunità per blindarlo.





