Equabile in cella con lo smartphone

Arturo Equabile

NAPOLI – Il 32enne del Rione Traiano Arturo Equabile è stato arrestato nel carcere di Secondigliano: sorpreso dagli agenti della Penitenziaria nella sua cella nel padiglione Alta Sicurezza con uno smartphone, mentre effettuava una videochiamata. Il cellulare è stato sequestrato e la Procura ha avviato indagini, per capire con chi stesse parlando. Intanto Equabile è stato processato con il rito per direttissima e condannato a un anno di reclusione. Sarà presentato un ricorso. Difeso dall’avvocato Luigi Ferro.

Accertamenti in corso

Ora sono in corso accertamenti anche sul piccolo cellulare: come è entrato nel carcere? Arturo Equabile è noto alle cronache per i fatti accaduti al Rione Traiano nella notte del 23 dicembre 2014: in pratica i carabinieri erano convinti di inseguire Equabile. Ma non era lui in moto. Quell’inseguimento costò la vita a Davide Bifolco (ucciso a 16 anni da un colpo di pistola sparato da un militare durante l’intervento).

L’arresto a settembre

Il resto è cronaca di questi giorni. Il 32enne è stato arrestato a settembre dopo un periodo di latitanza (per una condanna definitiva a tre anni per associazione per droga): irreperibile da quando, nel novembre del 2021, era evaso dalla misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto. Ma i militari di Pozzuoli non avevano mai smesso di cercarlo e quella mattina alle sei lo hanno fermato. Secondo l’Arma, era evaso dagli arresti domiciliari e la Corte di Appello aveva emesso poco dopo il provvedimento definitivo nei suoi confronti per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Da quasi un anno i carabinieri lo stavano cercando con diversi appostamenti e pedinamenti alla sua compagna e quella mattina, poco prima del miracolo di San Gennaro, erano scattate le manette. Il covo era stato individuato all’interno di un residence a Giugliano, dove risiedeva sotto falso nome. Subito dopo era stato accompagnato al carcere di Secondigliano per scontare il residuo di pena di 2 anni, 5 mesi e 14 giorni di reclusione.
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