Dopo le controversie del Gran Premio di Malesia, legate a un bug del software, la Federazione Internazionale dell’Automobile sperava in un fine settimana sereno. Il venerdì di Singapore ha però presentato nuove criticità durante le qualifiche Sprint.
I problemi sono emersi nella prima sessione (SQ1), quando il sistema GPS e di cronometraggio è andato in tilt. Questo ha generato confusione tra i team riguardo a quanto stava accadendo in pista.
Successivamente, piloti e squadre hanno segnalato un malfunzionamento della modalità ‘overtake’, il sistema che fornisce mezzo megajoule di energia extra. La FIA ha chiarito la dinamica con un comunicato ufficiale al termine della sessione.
Secondo la Federazione, si è verificato “un errore umano nella sala di controllo gara”, non collegato al problema di cronometraggio. L’inconveniente ha impedito l’attivazione della modalità ‘overtake’ dopo una bandiera rossa. Una volta notato il problema, il sistema è stato attivato per soli 27 secondi prima di essere nuovamente disattivato, influenzando le prestazioni di alcune vetture.
L’episodio ha scatenato la reazione dei piloti, in particolare di quelli eliminati nella SQ1 che non hanno potuto sfruttare il sistema correttamente. Carlos Sainz ha espresso la sua frustrazione, sottolineando come metà delle auto abbia completato il giro con un vantaggio di potenza.
Il pilota ha evidenziato come, analogamente a quanto accaduto in Malesia, la FIA non sia intervenuta tempestivamente per risolvere la disparità di condizioni in pista. Nonostante Sainz abbia parlato di “problema software”, la Federazione ha ribadito la natura dell’errore, riconducendolo a una svista umana.
Il malcontento si è diffuso rapidamente nel paddock, coinvolgendo sia i team penalizzati, come Williams, Aston Martin e Racing Bulls, sia i piloti. La questione, tuttavia, non è stata discussa nel consueto incontro del venerdì tra i protagonisti del circus.
Il briefing, obbligatorio per regolamento e previsto un’ora e mezza dopo la sessione, è stato cancellato con una nota ufficiale firmata dal direttore di gara, Rui Marques. La FIA non ha fornito alcuna motivazione per la cancellazione, alimentando ulteriori polemiche su un tema già molto acceso.





