Il nome di Adriano Galliani è tornato a circolare con insistenza per la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L’esperto dirigente sarebbe nuovamente al centro delle manovre di alcuni importanti club di Serie A, pronti a sostenerlo in uno scenario legato a un eventuale commissariamento della Federcalcio.
Questa ipotesi, che comporterebbe la successiva convocazione di nuove elezioni, ha già spinto almeno quattro società della massima serie ad avviare contatti esplorativi. L’obiettivo è preparare il terreno per una possibile successione all’attuale presidente, Giovanni Malagò, la cui posizione è stata indebolita da una complessa vicenda legale.
Tutto è nato da un ricorso presentato da Renato Miele riguardo al presunto mancato tesseramento di Malagò al momento della sua candidatura. La questione ha seguito un percorso articolato. In un primo momento, la Procura federale guidata da Giuseppe Chinè aveva proposto l’archiviazione del caso, sostenendo che il possesso materiale di una tessera FIGC non costituisse un requisito indispensabile per candidarsi alla presidenza.
La svolta è arrivata con la decisione del procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer. Pur archiviando il procedimento nei confronti della persona di Malagò, ha trasmesso gli atti al Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Al CONI spetterà ora il compito di valutare l’operato della Federazione e la sua aderenza ai principi fondamentali dello sport, in particolare per quanto riguarda i requisiti di eleggibilità.
A seguito di questa trasmissione, il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha annunciato l’avvio di approfondimenti, affidando il dossier a un gruppo di esperti di diritto sportivo. L’esito di questa valutazione potrebbe portare a conseguenze significative per la governance federale, inclusa la possibilità di un commissariamento.
Non è la prima volta che il nome dell’ex amministratore delegato di Milan e Monza viene accostato alla guida del calcio italiano. Già prima delle precedenti elezioni federali, una parte della Serie A, con il Milan in prima fila, aveva caldeggiato una sua candidatura. All’epoca, però, un’altra fazione di club, guidata dall’Inter di Giuseppe Marotta, aveva lavorato per sostenere altri profili.
In quell’occasione, lo stesso Galliani aveva scelto di fare un passo di lato, precisando di non aver mai accettato formalmente alcuna proposta e rinunciando di fatto a concorrere per la carica. Ora, il mutato contesto istituzionale e le incertezze sulla guida della FIGC potrebbero aver riaperto uno scenario che sembrava chiuso, spingendo nuovamente il suo nome al centro del dibattito per il futuro del calcio nazionale.




