Vincenzo Montella, commissario tecnico della Turchia, ha concesso un’intervista in vista della doppia e imminente sfida contro l’Italia in Nations League. Un appuntamento che l’allenatore campano vivrà con particolare emozione, come ha lui stesso confessato.
“Avrei voluto affrontarle tutte, ma non l’Italia, figuriamoci due volte in pochi giorni. Saranno due gare molto equilibrate, almeno me lo auguro”, ha dichiarato. “Io sarò molto emozionato, lo so. Però la Turchia ha un obiettivo chiaro: raggiungere i quarti di finale, arrivando prima o seconda nel girone”.
Interrogato sui giocatori più determinanti delle due nazionali, Montella non ha avuto dubbi. “L’Italia ne ha tanti, ma soprattutto Donnarumma: fare goal a Gigio è veramente un problema”. Sulla sua squadra, invece, ha mantenuto il riserbo: “Chi è il più forte della Turchia? Non lo dirò mai”.
Un focus particolare è stato dedicato al talento della Juventus, Kenan Yildiz, e al suo ruolo in campo. “Sembra più un Del Piero che un numero 10? Anche quando Alex ha cominciato la sua carriera si sprecavano i paragoni con Roberto Baggio”, ha ricordato il tecnico. “Il talento c’è, così come le potenzialità di un grande giocatore. Yildiz diventerà uno dei top mondiali”.
Sulla sua posizione tattica, ha poi aggiunto: “Forse Kenan non è un 10 classico, ma a quell’età si cambia, ci si trasforma. Si può interpretare quel ruolo anche partendo dalla fascia e accentrandosi”.
L’intervista ha toccato anche il tema della sua conferma sulla panchina turca, nonostante un Mondiale non esaltante. “Guardando i risultati, sicuramente non è andata bene. Ci è mancata un po’ di fortuna, ma non cerco alibi: dovevamo essere più concreti in zona goal”, ha ammesso.
“Perché non mi hanno cambiato? La federazione non mi ha giudicato per quelle due partite, ma per tutto il mio lavoro”, ha spiegato Montella. “Abbiamo fatto grandi risultati, come vincere in Germania dopo 70 anni. Mi sono preso delle soddisfazioni”.
L’allenatore ha quindi elencato i traguardi raggiunti nel suo percorso: “Sono arrivato quando la qualificazione agli Europei sembrava compromessa e abbiamo vinto il gruppo. Siamo andati ai Mondiali dopo 24 anni e, per la prima volta, siamo nella Lega A di Nations League. L’esonero ci poteva stare, ma la dirigenza ha guardato oltre, al futuro. Qui si programma tutto a lungo termine”.




