Paolo Vanoli ha intensificato il lavoro al Viola Park con doppie sedute di allenamento, focalizzate su programmi atletici personalizzati ed esperimenti tattici. L’obiettivo è dare una precisa identità a una Fiorentina che ha cambiato guida tecnica dopo poche giornate e non ha ancora trovato un assetto definitivo.
In questo contesto si inserisce la gestione di Christ Inao Oulai, uno degli otto giocatori impegnati con le nazionali. L’ivoriano rappresenta un investimento importante, costato 25 milioni più bonus e una percentuale sulla futura rivendita, su cui c’erano anche Juventus e Napoli.
Proprio il tecnico ha spiegato la sua posizione sul giocatore. Lo ha paragonato a Kanté, che ha allenato al Chelsea, sottolineandone però una differenza cruciale: mentre il francese usava di più la testa, Oulai è ancora molto esuberante e si affida troppo all’istinto. Per questo, Vanoli ha ammesso di dover a volte “sacrificare il talento per l’equilibrio”.
Questa visione chiarisce perché, nelle tre partite con la nuova guida, Oulai abbia giocato titolare solo in Coppa Italia col Pisa, dove pure è stato premiato come migliore in campo. Una netta inversione di tendenza rispetto alla gestione precedente di Fabio Grosso, che aveva mostrato di preferirlo a Fagioli.
L’attuale allenatore si è affidato finora al tandem Fagioli-Ndour. Tuttavia, sta prendendo corpo l’idea di un passaggio al modulo 4-2-3-1 con due registi, proprio Oulai e Fagioli. In questo schema, l’ivoriano avrebbe il compito di recuperare palloni e offrire appoggio, mentre l’ex juventino potrebbe attaccare la profondità.
Un centrocampo non fisico ma di grande movimento e qualità tecnica, che potrà funzionare solo con il sacrificio di tutti in fase di non possesso, secondo i dettami del “Vanolismo”. La partita contro il Genoa potrebbe diventare un primo banco di prova per questa soluzione, anche a gara in corso.
È difficile che questo cambiamento avvenga con il risultato non ancora al sicuro. L’ex giocatore del Trabzonspor deve capire che nel campionato italiano palleggiare in zone pericolose o tenere palla un tocco di troppo può innescare rischi evitabili. Un aspetto del suo stile di gioco che, secondo lo staff, va corretto.
La Fiorentina, comunque, non ha fretta. Il ritorno di Oulai a Firenze è previsto per il 4 ottobre, dopo gli impegni con la Costa d’Avorio. Il salto dal campionato turco alla Serie A non è semplice e ora toccherà a lui dimostrare di poter essere un titolare e ripagare l’investimento del club.





