La Fiorentina si prepara ad affrontare una delle trasferte più complesse della stagione. Dopo due sconfitte consecutive, la squadra viola farà visita all’Inter capolista, reduce da una vittoria in Champions League. L’allenatore Paolo Vanoli ha presentato la sfida in conferenza stampa, analizzando il momento della squadra e tracciando la rotta per il futuro.
Contro i campioni d’Italia servirà la ‘partita perfetta’, un’impresa che la squadra ha finora compiuto solo a tratti. Vanoli ha sottolineato la forza dei nerazzurri, capaci di rimontare anche in inferiorità numerica, ma ha ribadito che ‘nulla è impossibile’. L’obiettivo è andare a San Siro per provare a conquistare la vittoria, senza presunzione ma con la consapevolezza che ci sarà da soffrire e da difendere con grande attenzione.
Il tecnico ha riconosciuto le difficoltà attuali, evidenziando un problema di equilibrio. ‘Non siamo mai andati in vantaggio, abbiamo sempre preso goal’, ha ammesso, pur vedendo segnali positivi nella prestazione contro il Como. La squadra ha creato occasioni nitide ma si è dimostrata vulnerabile e a tratti frenetica nella gestione del pallone. Il lavoro si concentrerà sul trovare una maggiore solidità senza sacrificare la spinta offensiva.
Sul fronte degli infortunati, sono arrivate conferme negative: sia Atta che Ranieri non saranno disponibili per la partita. Buone notizie invece per Dodo, per cui si sono aperte le porte della titolarità. ‘Da quando sono qua, ho sempre detto che può partire titolare’, ha dichiarato l’allenatore, che ha poi blindato il suo capitano: ‘De Gea non si discute, punto’.
Vanoli ha speso parole anche per i giovani, come Njie, elogiato per la prestazione ma invitato a diventare ‘più lucido sotto porta’. Ha inoltre definito la crescita di un altro giocatore un ‘esempio del lavoro’, sottolineando come da elemento ai margini sia diventato un prospetto importante anche per la Nazionale Under 21. Per quanto riguarda le scelte tattiche, il tecnico ha menzionato la possibilità di vedere Jimenez a destra, pur mantenendo aperte altre soluzioni.
A livello tattico, pur preferendo una difesa a quattro per una mentalità ‘internazionale’, Vanoli non ha escluso l’utilizzo di una linea a tre a seconda delle situazioni. ‘A prescindere dai moduli contano la mentalità e l’interpretazione’, ha spiegato. Infine, ha voluto ribadire con forza l’unità di intenti con la dirigenza: ‘Mi sento sostenuto sia da Paratici che da Goretti. Il mio ritorno non è una rivincita, ma la dimostrazione di un progetto solido e condiviso’.




