Il Gran Premio d’Azerbaijan 2026 ha segnato un momento storico per la Formula 1. La vittoria di George Russell su Max Verstappen, maturata per meno di due decimi di secondo, ha riportato alla memoria degli appassionati i finali più combattuti nella storia della competizione. Questo arrivo in volata ha permesso alla gara di Baku di entrare nella classifica dei distacchi più ridotti di sempre, riaprendo il libro dei ricordi su duelli leggendari.
La storia della Formula 1 è costellata di episodi simili, gare in cui la differenza tra la gloria e il secondo posto è stata una questione di millesimi. Analizzare queste volate non significa solo guardare un cronometro, ma rivivere strategie, sorpassi e, a volte, controversi ordini di scuderia che hanno segnato intere stagioni.
Il record assoluto appartiene al Gran Premio d’Italia del 1971 a Monza. In quella che è considerata la conclusione più serrata di sempre, Peter Gethin su BRM ha trionfato con un margine di appena 0.01 secondi su Ronnie Peterson. La gara fu un’incredibile battaglia di scie, con i primi cinque piloti che tagliarono il traguardo in un fazzoletto di soli 0.61 secondi, un’immagine iconica di un’era motoristica irripetibile.
Indelebile nella memoria collettiva è anche il Gran Premio di Spagna 1986 a Jerez. Ayrton Senna, con la sua Lotus, riuscì a difendere la prima posizione da un furioso attacco di Nigel Mansell su Williams. I due arrivarono sul traguardo quasi appaiati, con il brasiliano che prevalse per soli 14 millesimi di secondo in uno dei duelli più spettacolari di quel decennio.
Non sempre, però, un distacco minimo è frutto solo della competizione. Il GP d’Austria del 2002 è passato alla storia per il controverso ordine di scuderia impartito dalla Ferrari a Rubens Barrichello, che lasciò passare Michael Schumacher a pochi metri dal traguardo. L’episodio generò immense polemiche tra gli sportivi.
Mesi dopo, nel GP degli Stati Uniti a Indianapolis, Schumacher tentò di ricambiare il favore al compagno, cercando un arrivo in parata. Il risultato fu un altro finale ravvicinato, con Barrichello che vinse per soli 11 millesimi, in un epilogo che cercò di sanare la ferita sportiva di qualche mese prima.
Altri Gran Premi, come quello del Portogallo nel 1985 o di Germania nel 1986, hanno contribuito a costruire questa speciale classifica. Ogni arrivo al fotofinish dimostra come, anche in uno sport dominato da tecnologia e potenza, siano spesso i centimetri a definire la leggenda e a scrivere le pagine più emozionanti della Formula 1.






