Franco Baresi ha rappresentato per oltre due decenni l’anima e il cuore del Milan. Un’intera carriera, dal 1977 al 1997, dedicata alla maglia rossonera, di cui è stato capitano per quindici stagioni, diventando il secondo giocatore con più presenze nella storia del club dopo Paolo Maldini. La sua figura ha trasceso i confini del tifo, affermandosi come simbolo di lealtà e icona del calcio italiano e mondiale.
La sua storia d’amore con il Milan è iniziata quasi per caso, dopo un provino che ha del leggendario. Inizialmente, il giovane Franco si è presentato ai provini dell’Inter, che però lo ha scartato giudicandolo troppo esile fisicamente. Fu il Milan a intravedere il suo enorme potenziale, tesserandolo e dando il via a una delle carriere più gloriose di sempre. Un aneddoto che ha segnato l’inizio di un legame indissolubile.
Il suo percorso non è stato privo di ostacoli. Baresi ha vissuto i momenti più bui della storia recente del club, incluse le due retrocessioni in Serie B all’inizio degli anni Ottanta. Invece di cercare fortuna altrove, ha scelto di rimanere, guidando la squadra alla risalita e cementando il suo status di bandiera e leader indiscusso anche nelle avversità.
La svolta è arrivata con l’avvento di Arrigo Sacchi. Baresi è diventato il perno difensivo e il primo regista di una squadra che ha rivoluzionato il calcio. Come leader della linea difensiva a zona, ha guidato un reparto leggendario composto da Tassotti, Costacurta e Maldini, contribuendo a conquistare lo scudetto della stella nel 1988 e, soprattutto, la Coppa dei Campioni nel 1989.
Sotto la guida di Fabio Capello, il suo Milan ha continuato a dominare in Italia e in Europa. L’apice della sua grandezza si è manifestato nella finale di Champions League del 1994 contro il Barcellona. Rientrato a tempo di record da un grave infortunio al menisco, ha disputato una partita monumentale, guidando la squadra a un trionfo storico per 4-0.
Anche con la maglia azzurra, Baresi ha scritto pagine importanti. Pur facendo parte della rosa campione del mondo nel 1982, il suo vero protagonismo è arrivato negli anni successivi. Il Mondiale di USA ’94 rimane il suo capitolo più intenso: dopo l’infortunio all’esordio, è tornato per la finale contro il Brasile, giocando una partita eroica ma concludendo l’avventura con l’errore dal dischetto nella lotteria dei rigori.
Soprannominato ‘Kaiser Franz’ in onore di Franz Beckenbauer, Baresi è stato l’interprete per antonomasia del ruolo di libero. Ha saputo trasformare una posizione prettamente difensiva in quella di un vero e proprio regista arretrato, dotato di eleganza, visione di gioco e una straordinaria capacità di guidare l’uscita palla al piede.
Il 28 ottobre 1997, Franco Baresi ha dato il suo addio al calcio giocato in una commovente serata a San Siro. In suo onore, il Milan ha deciso di ritirare per sempre la sua maglia numero 6, un gesto che ne sottolinea l’unicità. Con 719 presenze e 18 trofei in rossonero, la sua eredità rimane un punto di riferimento per intere generazioni di difensori.




