“Con il senno di poi, parlare è troppo facile”. Davide Frattesi, dal ritiro della Nazionale, ha risposto con lucidità alla domanda se la sua permanenza all’Inter sia durata un anno di troppo. Il riferimento è alla sua ultima, difficile stagione in nerazzurro, caratterizzata da poche presenze da titolare e un ruolo non centrale nel progetto tecnico.
Una situazione completamente ribaltata con il suo passaggio alla Lazio, dove la sua rinascita è stata immediata. Con la maglia biancoceleste, il centrocampista ha trovato la via del gol con grande continuità, diventando subito decisivo e un punto di riferimento per la squadra, anche in un momento complesso per il club. Frattesi si è caricato il gruppo sulle spalle, ha indossato i panni del leader ed è tornato a essere determinante.
Lo stesso giocatore ha ammesso di aver ritrovato un entusiasmo che sembrava perduto. “Non trovavo la continuità che sognavo di avere, anche perché non stavo bene”, ha confermato l’ex Inter. “Sono contento che sia tornato il divertimento che avevo da bambino”. Questa sua esplosione ha reso ancora più evidenti le cause della sua separazione dal club milanese.
I motivi del mancato decollo all’Inter sono stati un insieme di fattori tecnici e tattici. La filosofia di gioco dell’allenatore Simone Inzaghi, basata su un palleggio prolungato e sul controllo della partita, ha finito per penalizzarlo. Le caratteristiche di Frattesi, più esplosivo negli inserimenti senza palla, lo rendevano un’arma preziosa a gara in corso ma meno funzionale nella gestione costante del possesso palla dall’inizio.
Un ruolo più congeniale, per esempio, a Nicolò Barella, con cui Frattesi condivideva la posizione in campo. La concorrenza nel centrocampo nerazzurro è stata spietata e difficilmente superabile. Con Hakan Çalhanoğlu intoccabile nel ruolo di regista, le altre due maglie da titolare erano contese da giocatori di altissimo livello, considerati più adatti a quel sistema di gioco.
Oltre a Barella, anche Piotr Zieliński, con le sue doti di palleggio, e l’esperto Henrikh Mkhitaryan rappresentavano alternative di grande affidabilità, spesso preferite per garantire equilibrio alla squadra. In un team che otteneva risultati importanti, è stato logico per la guida tecnica modificare il meno possibile gli assetti consolidati, lasciando a Frattesi uno spazio inevitabilmente limitato.
A Roma, invece, il centrocampista ha trovato finalmente ciò che cercava: un ruolo da protagonista assoluto, maggiori responsabilità e una collocazione tattica disegnata su misura per esaltare le sue qualità di incursore. Questo spiega sia le difficoltà della sua ultima annata a Milano, sia il suo immediato exploit con la nuova maglia.












