Galli: “Vi racconto Baresi, leader con poche parole”

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Cronache sport calcio
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“Giocare con Baresi in difesa è facile”. Giovanni Galli se lo è sentito dire tante volte, al punto da scherzarci su: “E per Franco non era lo stesso con me in porta?”. Nel Milan di Arrigo Sacchi, il portiere faceva raramente notizia, eppure Galli era nel giro della Nazionale ben prima di arrivare a Milano.

“Ho conosciuto Franco in Nazionale, abbiamo vissuto insieme il Mondiale del 1982, anche se non abbiamo giocato. Ha avuto la sfortuna di emergere quando c’era un certo Scirea, altrimenti avrebbe superato le 100 presenze. Ma già da avversario capii di che pasta fosse fatto”. L’arrivo al Milan nel 1986 ha poi permesso a Galli di conoscere a fondo la persona. “Un uomo eccezionale e un esempio per tutti: in quattro anni insieme avrà saltato al massimo tre allenamenti. E poi, parliamo di un giocatore fenomenale”.

Interrogato su cosa lo colpisse di più del Baresi calciatore, Galli non ha dubbi. “Non era alto né muscoloso, anzi, era magro. Eppure non ho mai visto nessuno con una forza simile nelle gambe. Era anche un maestro di intelligenza tattica, una caratteristica che gli ha permesso di dominare nel calcio di Sacchi”.

“Venivamo da Liedholm, che usava il fuorigioco in modo statico. Arrigo invece voleva un pressing aggressivo e dinamico. Difendevamo avanzando e Franco si è esaltato ancora di più”. Il suo modo di essere leader era unico, basato sui fatti. “Con l’esempio. Tante azioni e pochissime parole. Non credo volesse nemmeno essere un leader, erano gli altri a riconoscergli quel ruolo, anche attraverso i suoi sguardi e i suoi silenzi”.

Un ricordo è custodito gelosamente. “Barcellona 1989, avevamo appena vinto la Coppa dei Campioni. Il presidente UEFA consegna il trofeo a Franco e io sono dietro di lui. Istintivamente lo sollevo mentre alza la Coppa. In quello scatto c’è tutta la felicità del mondo negli occhi del Capitano. Se la meritava, perché dopo la Serie B ha riportato il Milan dove doveva stare”.

La stima per Baresi era universale. A dimostrazione del rispetto trasversale, Galli racconta di essersi unito a un’altra bandiera come Giancarlo Antognoni per testimoniare vicinanza alla famiglia Baresi in un momento di lutto. “Non ho mai sentito una parola negativa su di lui da un avversario. Giocatori come Franco o Maldini non hanno difetti, non sono attaccabili”.

Per descrivere la sua grandezza calcistica, Galli usa infine il pensiero di Diego Armando Maradona, con cui ha giocato a Napoli. “Diego mi disse: ‘Giovanni, non sai quanto è difficile superare Baresi’. E se lo diceva lui…”

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