Il cognome Corona, nel calcio del Sud, evoca gol e aspettative. Un’eredità che Giacomo, attaccante palermitano classe 2004 e figlio di “Re Giorgio”, sta imparando a gestire. A differenza del padre, che non ha mai vestito la maglia rosanero, Giacomo ha esordito con il club della sua città a 17 anni, nel 2021. Tuttavia, non è riuscito a lasciare il segno, iniziando un percorso di prestiti che lo ha portato alla Virtus Entella, dove ha ritrovato la via della rete.
Lontano da casa, il suo talento è sbocciato. Dopo una parentesi al Torino Primavera, è esploso nel settore giovanile dell’Empoli, dove ha segnato 19 gol nel campionato Primavera 1 (stagione 2023/24), laureandosi vice capocannoniere. Quell’anno ha anche debuttato in Serie A, a Verona, a soli 19 anni, un’esperienza che lo ha lanciato nel calcio che conta.
La sua prima stagione tra i professionisti, con il Pontedera in Serie C, ha confermato le sue qualità: 11 gol e squadra trascinata ai playoff. Queste prestazioni gli hanno garantito il ritorno al Palermo. Il peso della maglia della propria città si è però fatto sentire: nonostante sedici presenze tra campionato e coppa, Corona non ha realizzato neanche una rete.
Il club, pur credendo nelle sue potenzialità, ha quindi scelto di mandarlo nuovamente in prestito per garantirgli continuità, questa volta in Serie B all’Entella. La scelta si è rivelata subito vincente. Con la squadra ligure gli sono bastati appena 71 minuti complessivi per segnare due gol, entrambi decisivi per evitare la sconfitta contro Vicenza e Juve Stabia, mostrando un grande istinto da attaccante.
Alto 1,95 m, abile nel gioco aereo e nel difendere palla, Corona possiede le caratteristiche della punta moderna. La sua carriera è già a un livello che il padre ha raggiunto in età più matura. Il tempo è dalla sua parte, ma la sfida più grande rimane quella di sfatare il detto “nemo propheta in patria”. L’obiettivo finale del suo viaggio è chiaro: tornare e diventare un protagonista anche con la maglia del Palermo.






