Giustizia, Ermini: “Intesa possibile, ma i partiti rinuncino alle bandierine”

L'intervento del vicepresidente del Csm

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 27-09-2018 Roma Politica Elezione del vice presidente del Csm Nella foto David Ermini, Sergio Mattarella Photo Roberto Monaldo / LaPresse 27-09-2018 Rome (Italy) Superior Council of the Magistracy - Election of the vice president In the photo David Ermini, Sergio Mattarella

MILANO – “Bisogna cogliere, in positivo, l’opportunità che emerge anche dalle parole del presidente del Consiglio e della ministra della Giustizia. Lavorare sulle soluzioni possibili, con spirito di leale collaborazione”. Lo dice in una intervista a La Stampa David Ermini, vicepresidente del Csm.

“Ho letto la bozza della commissione, ascolterò il dibattito in plenum. Senza entrare nel dettaglio degli argomenti, credo sia innegabile la diffusa preoccupazione, non solo dei mèmbri togati, sulla sostenibilità del meccanismo dell’improcedibilità sulla base dei carichi di lavoro delle corti d’appello. Molte non reggerebbero l’urto, a parità di risorse e personale – afferma – Gli appelli di magistrati come il procuratore nazionale antimafia meritano ascolto. Laspecificità dei processi di mafia va considerata. Allungare itermini processuali solo per gli omicidi nonèrisolutivo”.

“Non mi piacciono i catastrofismi – sottolinea in merito al fatto che si è parlato, da parte delle toghe, di sicurezza nazionalein pericolo, incentivo a delinquere, pericolo per la democrazia – Preferirei che non si dimenticasse mai il doveroso rispetto della volontà del Parlamento”.

“La ministra ha sempre manifestato attenzione e rispetto per il Csm. C’è un dato obiettivo: i nostri tempi spesso sono incompatibili con quelli della politica – aggiunge – Quando ero parlamentare, ricordo che arrivavano pareri del Csm su testi nel frattempo già approvati. Anche oggi: la commissione ha lavorato sul testo uscito dal Consiglio dei ministri. È possibile che sopraggiungeranno ulteriori modifiche al testo. Dunque sarebbe opportuno dedicarsi soprattutto allequestioni generali”.

Ermini evidenzia che non sta a lui dire se il testo del Governo sarù modificato, “ma credo che l’interpretazione più corretta, nonché istituzionalmente positiva, del discorso del presidente del Consiglio sia nel senso di auspicare modifiche condivise per consolidare il consenso sulla riforma, ponendo peròuniimite tempo rale di una settimana. Uno spazio, ánchese stretto, c’è”.

Per Ermini, “intervenire in modo condiviso su un meccanismo innovativo come l’improcedibilità richiede una convergenza politica non semplice, mache occorre ricercare” e, a suo avviso, sono più insidiosi gli ostacoli “politici”. “Se i partiti non rinunciano alle bandierine in un clima di pacificazione, non basta un anno per trovare l’accordo. Altro che una settimana”.

(LaPresse)

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