GRAGNANO – Non si allenta la morsa dei Carabinieri sul territorio di Gragnano. Continua senza sosta l’operazione ad “alto impatto” che, giorno dopo giorno, vede i militari della locale stazione e della Compagnia di Castellammare di Stabia setacciare palmo a palmo la città della pasta, dalle vie del centro storico fino alle complesse e talvolta impenetrabili aree residenziali della periferia. L’obiettivo è chiaro: smantellare le piazze di spaccio e ripristinare la legalità, restituendo ai cittadini onesti spazi comuni troppo spesso ostaggio della criminalità.
Anche nella giornata di ieri, 7 ottobre 2026, l’attenzione degli uomini dell’Arma si è concentrata su un obiettivo sensibile, già in passato teatro di operazioni simili: il Parco Sofia. Questo vasto complesso abitativo, con i suoi dedali di androni, garage e aree verdi comuni, rappresenta un nascondiglio ideale per chi opera nell’illegalità. E proprio qui, durante un meticoloso controllo, i Carabinieri hanno inferto un altro colpo al mercato locale degli stupefacenti.
Il fiuto dei militari li ha condotti a un’area comune, un anfratto apparentemente anonimo ma evidentemente utilizzato come deposito temporaneo o base logistica per l’attività di spaccio. Nascosto con cura, ma non abbastanza da sfuggire all’occhio esperto degli investigatori, è stato rinvenuto un vero e proprio “kit dello spacciatore”. All’interno di due distinti involucri, pronti per essere suddivisi in dosi e venduti al dettaglio, sono stati trovati 218 grammi di marijuana. Una quantità significativa, che testimonia un’attività di spaccio ben avviata e non certo occasionale.
Ma non c’era solo la droga. Accanto allo stupefacente, i Carabinieri hanno sequestrato l’inconfondibile corredo necessario per il confezionamento: un bilancino di precisione, strumento indispensabile per pesare le singole dosi con accuratezza millimetrica.
Ciò che però desta maggiore allarme è il piccolo arsenale trovato insieme alla droga, a riprova della pericolosità e della violenza che gravitano attorno a questo business illecito. I militari hanno infatti sequestrato una mazza da baseball in legno, arma impropria spesso utilizzata per intimidazioni o regolamenti di conti, e ben tre coltelli. Due di questi, particolarmente insidiosi, erano modelli a serramanico, pronti all’uso. Un equipaggiamento che suggerisce come chi gestiva quel deposito fosse preparato a difendere la “merce” e il proprio territorio con la violenza.
Tutto il materiale – droga, bilancino e armi – è stato posto sotto sequestro e sarà ora analizzato dai laboratori dell’Arma in cerca di impronte digitali o altre tracce utili a risalire ai responsabili. Al momento del blitz, i pusher si erano già dileguati, probabilmente allertati dall’arrivo delle pattuglie. Le indagini proseguono a carico di ignoti, ma l’operazione odierna conferma la determinazione delle forze dell’ordine a non concedere tregua alla criminalità, bonificando un pezzo alla volta il territorio e smantellando le reti che avvelenano la comunità.










