Grillini e Renzi? Stesso partito: antidemocratici e poltronisti

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L’alleanza con Renzi è sempre stata un’eventualità per i grillini. O almeno per chi comanda tra loro. Le sparate di Fico e Di Battista non avevano altro scopo se non quello di convincere la base che una parte del Movimento condivide quel sistema di valori e che la cosa è accettabile e accettata dall’ortodossia pentastellata.

Molti attivisti sono stati cacciati a calci per molto meno. Negli altri casi, con la scusa della “convivenza pacifica tra opinioni diverse” (quando le opinioni diverse sono vidimate dall’Innominato che li controlla), hanno creato al loro interno il sistema perfetto per dire e fare di tutto e poi rimangiarsi parole e opere a seconda delle convenienze.

Il tutto elevato a sistema grazie a un meccanismo in apparenza democratico come la piattaforma Rousseau, da interpellare anche qui quando conviene (tipo per difendere l’immunità parlamentare di Salvini). Ora, guarda caso, cercano di rinviare il voto perché c’è una priorità. Quale? La legge elettorale? No. Il conflitto di interessi di Berlusconi? Acqua.

L’impellenza è la riduzione del numero di parlamentari. La stessa cosa che voleva Renzi. La stessa cosa che sogna qualunque dittatore. Ridurre il numero di rappresentanti del popolo, indebolire il Parlamento per accentrare il controllo nelle mani del capo. Che in questo caso non è certo un ex venditore di bevande fresche allo stadio.

Singolare che i grillini vogliano questo. Prima di tutto perché affermano di essere fedeli alla democrazia, ma loro le elezioni del 2018 le hanno perse e hanno tradito i loro elettori alleandosi con un partito, per cui dovrebbero astenersi dal toccare cose importanti tipo la Costituzione. Sono loro che dicono di aver eliminato i privilegi, di aver cancellato i vitalizi, di restituire i loro compensi.

A sentirli pare quasi che oggi i parlamentari non ci costino niente. Eppure vogliono sfoltirli. A questo punto, visto che sono diventati così economici, verrebbe piuttosto la tentazione di raddoppiarli. In questo scenario di follia collettiva mette i brividi leggere certe affermazioni stranamente convergenti di Matteo Salvini, Beppe Grillo e Renzi.

Perché non estendere il diritto di voto ai 16enni (Renzi e Salvini)? Perché non riconoscerlo anche ai 14enni (Grillo)? Ottima idea! Da una parte aumentiamo i votanti, includendovi anche quelli più sensibili ai selfie e agli slogan giovanilisti dei nuovi politici e dei loro influencer, e dall’altra riduciamo il numero dei rappresentanti. Altro che scatoletta di tonno. Questi vogliono trasformare il Parlamento in un palazzo reale.

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Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

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