Hong Kong: rinviato il processo all’editore filo-democratico Jimmy Lai

Lai, fondatore dell'ormai defunto Apple Daily, è accusato di aver cospirato in attività ostili contro Hong Kong o la Cina

Jimmy Lai (AP Photo/Vincent Yu, File)

MILANO – Rinviato da parte di un tribunale di Hong Kong il processo all’editore di giornali Jimmy Lai, arrestato ai tempi di un giro di vite del governo contro il movimento democratico.

Quest’ultimo, 74 anni, rischia una possibile condanna a vita se ritenuto colpevole ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino dopo le proteste a favore della democrazia, iniziate nel 2019. Lai, fondatore dell’ormai defunto Apple Daily, è accusato di aver cospirato in attività ostili contro Hong Kong o la Cina: sta già scontando una condanna a 20 mesi di carcere per il suo ruolo nelle assemblee filo-democratiche non autorizzate. Il mese prossimo è attesa anche la sentenza per l’accusa di frode.

Il Chief Executive di Hong Kong, John Lee, aveva chiesto a Pechino di decidere se gli avvocati stranieri che normalmente non esercitano a Hong Kong possano essere respinti per casi riguardanti la sicurezza nazionale. La mossa di Lee è arrivata dopo che lunedì i giudici avevano approvato la richiesta di Lai di assumere l’avvocato britannico per i diritti umani Timothy Owen.

Il processo è stato rinviato oggi per un breve periodo, al fine di permettere a Pechino di prendere una decisione. La prossima udienza è prevista per il 13 dicembre. Se Pechino intervenisse, sarebbe la sesta volta in cui il governo entra negli affari legali della città.

(LaPresse)

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