Caso Siri, Di Maio: “Si dimetta”. La Lega: “Piena fiducia nel sottosegretario”

Salvini: "L'ho sentito oggi, l'ha letto dai giornali, è assurdo. Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno"

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA – Una nuova bufera si abbatte sul governo giallo-verde. Il sottosegretario ai Trasporti della Lega Armando Siri è indagato per corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta nata a Palermo. Secondo l’accusa, avrebbe ricevuto denaro per modificare un norma da inserire nel Def 2018 che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili, norma tuttavia mai approvata. “Non so assolutamente niente, non ho idea di cosa siano tutte queste cose. Cado dalle nuvole, non mi è stato notificato nulla ma sono tranquillo, non mi sono mai occupato di queste cose”, ha detto Siri a Lapresse.

Di Maio vuole le dimissioni

“Se i fatti sono questi Siri si deve rimettere dal governo. Va bene aspettare il terzo grado di giudizio ma c’è una questione morale e se c’è un sottosegretario coinvolto in un’indagine così grave non è più una questione tecnico-giuridica ma morale e politica”. Così il vicepremier Luigi Di Maio ha commentato le indagini sul sottosegretario del Carroccio. “Non so se Salvini concorda con questa mia linea intransigente ma il mio dovere e tutelare il governo e credo che anche a lui convenga tutelare l’immagine della Lega”, ha continuato il ministro.

La reazione della Lega

“Piena fiducia nel sottosegretario Armando Siri, nella sua correttezza. L’auspicio è che le indagini siano veloci per non lasciare nessuna ombra”. Così ha commentato la notizia il Carroccio. “L’ho sentito oggi, l’ha letto dai giornali, è assurdo. Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def”, ha commentato poi Matteo Salvini.

L’inchiesta a Palermo

Nell’inchiesta è coinvolto anche Paolo Arata, che risponde di concorso in corruzione. L’accusa ritiene che Siri, tramite Arata, responsabile del programma Ambiente della Lega, avrebbe cercato di inserire la norma per trarne mazzette. Arata è indagato anche a Palermo nel filone principale dell’inchiesta per corruzione e intestazione fittizia di beni: secondo l’accusa sarebbe stato in affari con l’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri, tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Per i magistrati però Siri non sarebbe stato a conoscenza dei legami tra Arata e Nicastri  “L’ho sentito oggi, l’ha letto dai giornali, è assurdo. Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def” .

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