Inchiesta Open, Renzi: “So cosa ho fatto e cosa no, aspetto il processo”

"In questi giorni, prosegue a puntate come una telenovela la pubblicazione delle carte dell’accusa su Open. Dal 2019, questo processo si fa sui giornali senza contradditorio. Funziona così. Prima la Procura di Firenze impiega centinaia di finanzieri e centinaia di migliaia di euro (vostri) per sequestrare e acquisire carte, talvolta in modo illegittimo anche secondo la Cassazione".

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA – “In questi giorni, prosegue a puntate come una telenovela la pubblicazione delle carte dell’accusa su Open. Dal 2019, questo processo si fa sui giornali senza contradditorio. Funziona così. Prima la Procura di Firenze impiega centinaia di finanzieri e centinaia di migliaia di euro (vostri) per sequestrare e acquisire carte, talvolta in modo illegittimo anche secondo la Cassazione”. Lo scrive il leader di Iv, Matteo Renzi, nella sua Enews.

“Queste carte finiscono in un faldone di 92.000 pagine che viene sapientemente veicolato da alcuni quotidiani. Su 92mila pagine di captazioni volete non trovare una scortesia o parolaccia? Per esempio, dico che devo tornare di corsa per votare contro la fiducia al primo governo Conte, definendolo ‘un governo di m…’ – prosegue -. Chiaramente uso un linguaggio colloquiale ed estremizzo perché sto mandando un sms rapidamente ad un amico. Penso a tutti capiti di usare un linguaggio più colorito in privato con gli amici. Sicuramente sono stato maleducato e mi spiace, ma che non mi piacesse quel governo e che pensassi ogni male di un governo populista e sovranista penso non sia una sorpresa per nessuno. Sono le stesse notizie da anni, gli sms anche privati di parlamentari in carica, le fatture professionali sulle quali ci sarebbe un segreto bancario che vale per tutti tranne che per me, la corrispondenza coperta da divieto costituzionale di acquisizione, che viene allegramente rimbalzata di redazione in redazione”. 

“Se un indagato vuole ottenere i documenti deve pagare (io ho speso 4.100 euro solo per avere il diritto di sapere di che cosa mi accusano. 4.100 euro. E va bene, posso permettermelo. Ma chi non ha soldi come si difende?). Tutto questo in attesa di un processo che inizierà – come gli altri due che mi riguardano – nel 2022 dentro le aule di giustizia ma che, nel frattempo, è già stato celebrato nel tempio del giustizialismo: lo spazio media e social. Chiamano libertà di informazione quella che, in realtà, è una reiterata violazione di ogni forma di privacy, di guarentigie costituzionali, di rispetto della libertà personale e dell’iniziativa economica”, continua Renzi.

“Io ci sono abituato, ho le spalle larghe, so che cosa ho fatto e che cosa non ho fatto, aspetto il processo e continuo a sorridere, certo – come sono – di essere una persona fortunata. Tuttavia, vi garantisco che farò di tutto per far emergere in ogni sede giudiziaria lo scandalo che si sta consumando nel silenzio di qualsiasi voce istituzionale. Io non ho violato nessuna legge e potrò dimostrarlo agevolmente. Mi auguro che gli inquirenti possano dire la stessa cosa e non abbiano violato nessuna legge. Nelle prossime settimane, andremo a verificare le carte nelle aule della Giustizia mentre alcune redazioni celebrano il processo giustizialista in contumacia”. “Non sono mai stato così tranquillo nel merito, non sono mai stato così puntiglioso nel metodo e nella lettura di tutte le carte: voglio giustizia e l’avrò in tutte le sedi. Civile e penale. Perché quello che sta emergendo giorno dopo giorno ci dimostra una volta di più che questo non è il modo per trovare la verità, ma per attaccare un obiettivo politico. Del resto, il direttore della rivista di Magistratura Democratica lo aveva scritto: ‘intorno a Renzi va stretto un cordone sanitario’. Bisogna riconoscere che sono stati di parola, ci stanno provando. Ma non ci riusciranno, ve lo garantisco. Anche grazie al vostro affetto”, conclude Renzi.

LaPresse

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