Industria, a novembre +1,9%: sopra pre Covid. Ma Bankitalia: “Peggiorano le attese”

Economia italiana sotto la lente. Per l' Istat prosegue la fase espansiva e va meglio il mercato del lavoro.

MILANO – Economia italiana sotto la lente. Per l’ Istat prosegue la fase espansiva e va meglio il mercato del lavoro. L’industria italiana rimbalza a novembre, dopo il calo di ottobre, e l’indice della produzione misurato dall’Istituto di statistica segna un balzo dell’1,9% sul mese precedente. Ma da una indagine di Bankitalia emerge che si è attenuato l’ottimismo delle imprese sulla situazione economica generale. E pesano sicuramente i rincari energetici.

Intanto, a novembre la produzione industriale torna a crescere in termini congiunturali, dopo il calo del mese precedente. Il livello dell’indice supera del 3,1% il valore di febbraio 2020, mese antecedente l’inizio dell’emergenza sanitaria.

Anche la dinamica congiunturale nella media degli ultimi tre mesi registra un aumento. Tutti i principali settori di attività crescono su base mensile, con un incremento più ampio per il settore dell’energia. In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, sia l’indice generale sia molti di quelli settoriali mostrano aumenti marcati.

Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2021 l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 6,3% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 come a novembre 2020). Incrementi tendenziali rilevanti caratterizzano l’energia (+12,4%) e i beni di consumo (+9,4%).

Cifre commentate con soddisfazione dal ministro della Pa Renato Brunetta:”L ‘industria italiana gode di ottima salute, anzi, fa da locomotiva in Europa. Il dato pubblicato oggi dall’Istat conferma una più che positiva dinamica del ciclo economico relativo all’output della nostra industria che, grazie a un eccellente effetto trascinamento del 2021 sul 2022, ci induce a rivedere al rialzo le stime sul Pil per l’anno appena chiuso e a rafforzare le aspettative per l’anno che si è appena aperto”.

Luci, ma anche qualche ombra attraverso lo sguardo delle imprese analizzato da una indagine della Banca d’Italia. “I giudizi sulla situazione economica generale nel quarto trimestre del 2021 e le attese sulle proprie condizioni operative nei primi tre mesi del nuovo anno sono meno favorevoli rispetto al periodo precedente. La dinamica della domanda resterebbe robusta, ma i ritardi nelle catene di fornitura e la recrudescenza della pandemia comporterebbero rischi al ribasso sull’attività per più della metà delle imprese”, dice l’indagine. “Tra le possibili cause di un rallentamento dell’attività nel prossimo trimestre “si annoverano soprattutto l’incertezza imputabile a fattori economici e politici e l’aumento del prezzo del petrolio”.

Intanto l’Istat, questa volta nella nota mensile sull’andamento della economia italiana, parla di un quarto trimestre in cui, “la fiducia di famiglie e imprese si è mantenuta su livelli storicamente elevati, prefigurando il proseguimento della fase espansiva che ha caratterizzato i mesi pre-cedenti”.

L’Istituto poi spiega che “l’economia internazionale procede su un sentiero di sostanziale stabilizzazione ma resta caratterizzata da andamenti molto eterogenei tra paesi e da un aumento delle pressioni inflazionistiche.In Italia, a novembre, l’indice della produzione industriale ha mostrato un deciso incremento che segue l’aumento della produzione del settore delle costruzioni nel mese precedente”.

Buone notizie sull’occupazione. “E’ continuato a novembre il percorso di miglioramento del mercato del lavoro con una ripresa dell’occupazione e una riduzione della disoccupazione e dell’inattività”. Osservato speciale resta però l’inflazione: “La fase di accelerazione dei prezzi al consumo- spiega l’Istat – si è protratta anche a fine anno, mostrando una maggiore intensità. Nella media 2021, l’inflazione italiana è risultata comunque inferiore a quella della zona euro”.

LaPresse

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