Simone Inzaghi ha deciso di mescolare le carte per la trasferta di Bologna, concedendo una nuova opportunità a Luis Henrique. L’esterno brasiliano, il cui ultimo impiego da titolare risaliva alla partita contro il Cagliari di fine agosto, tornerà a occupare la fascia destra dal primo minuto. Dopo quella prestazione, il giocatore ha vissuto un lungo periodo di attesa, trovando poco spazio.
La partita contro il Bologna rappresenta per lui un’importante apertura di credito da parte del tecnico, che cerca nuove soluzioni e alternative valide sulle corsie esterne. Finora, il suo minutaggio in Serie A è stato limitato a 140 minuti distribuiti in quattro presenze, senza aver ancora fornito gol o assist. Questa chance sarà fondamentale per definire il suo futuro ruolo all’interno della rosa nerazzurra.
Le novità più significative riguardano però il reparto difensivo, dove l’allenatore dovrà fare i conti con una pesante assenza. Benjamin Pavard si è fermato a causa di un risentimento agli adduttori della coscia destra che lo terrà lontano dai campi per circa venti giorni. La sua assenza costringe a ridisegnare la linea a tre.
Davanti al portiere Sommer, il terzetto arretrato sarà con ogni probabilità composto da Bisseck, Acerbi e Bastoni, una formazione quasi obbligata date le circostanze. Anche sulla fascia sinistra persiste un dubbio: Inzaghi valuterà fino all’ultimo se confermare Dimarco o dare fiducia a Carlos Augusto, che è reduce da un leggero affaticamento muscolare ma scalpita per giocare.
Ulteriori valutazioni sono in corso a centrocampo, dove Hakan Calhanoglu potrebbe beneficiare di un turno di riposo. In questo caso, il principale candidato a sostituirlo nel ruolo di regista è Zielinski, per garantire qualità e geometrie alla manovra della squadra.
L’obiettivo, come sottolineato dallo stesso Inzaghi, è reagire e ritrovare certezze. “Sono il primo che deve cambiare e dare più sicurezze, mi prendo le mie responsabilità”, ha dichiarato il tecnico prima della partenza. “Bisogna riconnetterci in un pensiero comune, dobbiamo reagire e non piangerci addosso”. Queste parole indicano la volontà di vedere una risposta forte e immediata sul campo.



