L’Inter ha subito una pesante sconfitta casalinga per 1-3 contro il Bruges, complicando ulteriormente il suo cammino in Champions League. Il risultato ha segnato la quarta sconfitta consecutiva nella massima competizione europea, un record negativo nella storia del club, confermando un trend preoccupante per la squadra fuori dai confini nazionali.
Al termine della gara, l’allenatore Cristian Chivu non ha cercato alibi e si è assunto la piena responsabilità. “Mi prendo per primo la responsabilità. C’è qualcosa che ci portiamo dietro”, ha ammesso il tecnico, spiegando come la frustrazione abbia stravolto il piano gara. “Abbiamo avuto troppa frenesia, così abbiamo perso distanze ed equilibrio e dopo il 2-1 è andato tutto fuori giri”.
L’approccio tattico aggressivo promosso da Chivu, spesso vincente in Serie A, si è rivelato un’arma a doppio taglio in Europa. La ricerca costante di un gioco offensivo ha esposto la squadra a ripartenze letali, lasciando la difesa vulnerabile contro avversari più rapidi e tecnicamente dotati. La fragilità del reparto arretrato è un dato di fatto, con 14 gol incassati in otto partite ufficiali.
Lo stesso allenatore ha espresso preoccupazione per questi numeri. “Non posso dire che non mi preoccupino i 14 gol subiti. Ci sono cose da rivalutare, soprattutto in Champions”, ha continuato Chivu, sottolineando la differenza di contesto tra le competizioni. “In questa coppa quando vai sotto è difficile rimontare. Tra Serie A e Champions è tutto diverso per intensità e qualità tecnica”.
Con due sconfitte nelle prime due giornate del girone, le ambizioni europee dei nerazzurri appaiono ora fortemente ridimensionate. L’obiettivo più concreto e ragionevole diventa il raggiungimento di una posizione utile per i playoff, accantonando per il momento sogni di gloria più ambiziosi. Il rendimento negativo a San Siro nelle gare europee conferma che lo stadio ha smesso di essere un fattore determinante.
Per il futuro, Chivu ha indicato la via da seguire, puntando su un recupero mentale prima che tattico. “Senza rabbia e senza determinazione le rimonte non si fanno. Vogliamo agire piuttosto che reagire, oggi è mancata lucidità”. Il tecnico ha promesso un lavoro mirato per invertire la rotta nelle prossime partite, alla ricerca di quell’equilibrio che in Europa finora è mancato.



