La partita di Debrecen, valida per il Gruppo 3 della Lega B di UEFA Nations League, ha visto l’Irlanda imporsi nettamente su Israele, ma l’evento è stato caratterizzato soprattutto da un clima di forte tensione politica. L’esito del campo, un netto 3-0, è passato quasi in secondo piano rispetto ai gesti di protesta messi in atto dalla nazionale irlandese.
Il pre-partita è stato il momento clou della manifestazione. La federazione irlandese aveva annunciato che non ci sarebbe stato il tradizionale rito delle strette di mano, una decisione rispettata sul campo. Anche lo scambio dei gagliardetti tra i due capitani, Dara O’Shea e Manor Solomon, non ha avuto luogo; i due si sono ignorati senza alcun contatto.
Durante l’esecuzione dell’inno nazionale israeliano, l’HaTikvah, tutti i calciatori irlandesi in campo e i componenti della panchina hanno chinato il capo in segno di dissenso. Inoltre, i giocatori hanno indossato una fascia nera al braccio. La FAI, la federazione calcistica d’Irlanda, ha definito questo gesto un’azione “in riconoscimento di tutte le vite perse nel confronto”, con chiaro riferimento a quanto sta accadendo in Palestina e nella striscia di Gaza.
La tensione era già emersa nei giorni precedenti all’incontro, quando il secondo portiere Gavin Bazunu aveva deciso di lasciare il ritiro, rifiutandosi di affrontare la nazionale guidata da Ran Ben Shimon per le stesse motivazioni. Nonostante una votazione interna in cui la maggioranza dei giocatori aveva scelto di scendere regolarmente in campo, la volontà di manifestare la propria posizione è stata unanime e chiara.
Una volta iniziato l’incontro, la superiorità tecnica degli irlandesi è emersa con forza, chiudendo la pratica già nel primo tempo. La squadra ha sbloccato il risultato al 13′ con una rete di Troy Parrott, servito da un assist di James Abankwah, difensore in forza all’Udinese.
Il raddoppio è arrivato appena tre minuti dopo, al 16′, con Adam Idah che ha finalizzato un servizio preciso di Jack Moylan. Lo stesso Moylan ha poi sigillato il punteggio al 25′, chiudendo di fatto la partita con un’ora di anticipo e fissando il risultato finale sul 3-0. Il secondo tempo è stato pura gestione, con Israele incapace di reagire e l’Irlanda che ha controllato il gioco senza affondare ulteriormente.




