Irruzione armata al liceo occupato di Portici: persone a volto coperto forzano l’ingresso con spranghe e coltellini

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A Portici scuola occupata
A Portici scuola occupata
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PORTICI – Il volto coperto, le spranghe e i coltellini. Poi la porta d’ingresso forzata e quelle domande sui computer della scuola. La notte del liceo Quinto Orazio Flacco si è trasformata in un incubo, interrompendo bruscamente un’occupazione studentesca cominciata appena il giorno prima. Una decina di persone avrebbe fatto irruzione nell’istituto, seminando paura tra i ragazzi che si trovavano all’interno. In pochi istanti, la protesta si è trasformata in una fuga, con gli studenti costretti a cercare riparo e gli organizzatori chiamati a decidere se restare o abbandonare la scuola. L’episodio è avvenuto nella notte tra martedì e ieri. A ricostruire quei momenti uno degli studenti che avevano promosso la mobilitazione. Stando al suo racconto, gli intrusi avrebbero sfondato l’ingresso principale utilizzando anche uno strumento da scasso, per poi entrare nell’edificio e chiedere dove fossero custoditi i computer.

L’occupazione era iniziata pacificamente, con il coinvolgimento della polizia e con l’obiettivo di portare all’attenzione le rivendicazioni degli studenti, raccolte in un comunicato, e le proteste che attraversano il mondo della scuola a livello nazionale. Nessuno, almeno secondo la ricostruzione fornita da uno degli organizzatori, avrebbe immaginato che quella notte sarebbe stata segnata dall’arrivo di un gruppo di sconosciuti a volto coperto. La presenza di persone armate di spranghe e coltellini avrebbe fatto precipitare la situazione. Gli intrusi avrebbero intimorito i presenti, insistendo per sapere dove si trovassero le apparecchiature informatiche. Gli organizzatori avevano già provveduto a mettere al sicuro i computer, chiudendoli in una stanza protetta da catene proprio per evitare eventuali furti durante l’occupazione.

La paura, però, avrebbe preso il sopravvento. La maggior parte dei ragazzi avrebbe lasciato l’edificio per mettersi al riparo. Alcuni studenti sarebbero invece rimasti all’interno, riuscendo a contattare le forze dell’ordine. La situazione si sarebbe sbloccata quando gli intrusi avrebbero saputo della chiamata alle forze dell’ordine. Secondo il racconto degli studenti, il gruppo si sarebbe allontanato dopo aver pronunciato frasi di sfida nei confronti degli agenti. Successivamente, nell’istituto sarebbero arrivati anche la dirigente scolastica e alcuni professori. A quel punto, per gli organizzatori, la priorità è diventata la sicurezza dei ragazzi. Continuare l’occupazione, dopo quanto accaduto, avrebbe significato esporre gli studenti al rischio di nuovi episodi. Da qui la decisione di interrompere la mobilitazione, che si è conclusa dopo appena una notte.

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