In occasione dell’evento ‘Il calcio torna in piazza’, organizzato dalla FIGC a Roma, il direttore tecnico della Nazionale Azzurra Claudio Ranieri ha parlato ai media presenti, illustrando la sua visione e toccando diversi temi cruciali per il futuro del movimento calcistico italiano.
In vista della partita contro il Belgio, ha descritto un gruppo in salute e desideroso di fare bene, evidenziando la grande complicità tra i giocatori più giovani e quelli più esperti. Ha spiegato che i veterani indicano la via, mentre i nuovi innesti portano spensieratezza. Ha poi lanciato un appello al pubblico dell’Olimpico, definendo il loro tifo indispensabile: “Abbiamo bisogno di loro, da soli non ce la facciamo a battere il Belgio”.
Ha descritto il suo nuovo ruolo come molto impegnativo ma gratificante, sottolineando di avere il supporto di validi collaboratori per le diverse discipline. Pur non visionando personalmente i talenti, ha confermato l’esistenza di una rete di osservatori che lo tiene costantemente aggiornato. “Stiamo facendo veramente grandi cose”, ha commentato, precisando che molto lavoro si svolge lontano dai riflettori.
Il cuore del suo intervento è stato dedicato al progetto di rinascita per il calcio giovanile. Ranieri ha espresso con passione un concetto a lui caro: “Io giocavo in piazza e in oratorio. Oggi i bambini sono distratti da molte cose, hanno la PlayStation, io vorrei che giocassero in strada”. Ha auspicato che i Comuni possano individuare piazze o spazi dove i bambini possano giocare liberamente, definendola “una cosa meravigliosa”.
Il suo piano, che ha annunciato di dover presentare in Senato, si concentra sulla fascia d’età dai 5 ai 13 anni. L’obiettivo è aiutare i bambini investendo su istruttori e docenti, anche attraverso stipendi più adeguati. “Ci sono allenatori che prendono pochissimo in una fascia d’età troppo importante”, ha dichiarato, citando Vujadin Boškov, il quale ricordava che nella ex Jugoslavia i tecnici dei giovani erano i più pagati.
Ha inoltre menzionato la difficoltà per i talenti di emergere tra i 18 e i 19 anni, notando con favore l’interesse crescente dei club stranieri per i giovani calciatori italiani come parziale soluzione al problema della loro valorizzazione.
Infine, ha svelato di aver parlato, su indicazione del CT Roberto Mancini, con alcuni giocatori che erano indecisi tra la maglia azzurra e quella di un’altra nazionale. “Ho parlato con tutti e parecchi sono venuti, questo mi fa piacere”, ha concluso con soddisfazione, ribadendo l’importanza di iniziare bene il nuovo corso per l’intero settore.









