Italia-Usa, Pompeo da Conte: Libia e dazi al centro del colloquio

Da parte americana vengono ribaditi gli "eccellenti" rapporti con l'Italia. Tra le rimostranze c'è però il capitolo Difesa

(Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

ROMAMike Pompeo, capo della diplomazia di Donald Trump alle prese con la possibilità di un impeachment, arriva a Roma per discutere di Libia, influenze della Cina in Italia, sanzioni sui prodotti europei. Ad accoglierlo, con tutti gli onori e un fuori programma, ci sono prima il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e poi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

L’incontro Pompeo-Conte

A Palazzo Chigi per discutere con Conte, Pompeo viene avvicinato dall’inviata delle ‘Iene’ Alice Martinelli, che gli vorrebbe consegnare del Parmigiano Reggiano. In una simbolica protesta sui dazi che Trump vorrebbe imporre. La giornalista, parlando in inglese, spiega che le tariffe sulle importazioni ostacolerebbero il consumo di eccellenze italiane come il formaggio dell’Emilia. Il ministro americano sorride di fronte all’inatteso intervento, mentre il premier chiede che la giornalista venga allontanata. “Lasci fare a me il premier, non è così che si difende l’Italia”, dice.

Rapporti eccellenti tra Italia e Usa

Da parte americana vengono ribaditi gli “eccellenti” rapporti con l’Italia. Tra le rimostranze c’è però il capitolo Difesa. L’amministrazione Trump, come anche quelle precedenti, chiede a Roma di spendere di più. “Dobbiamo avere le capacità e la prontezza di dispiegare forze in modo tempestivo per essere preparati alle minacce che l’Alleanza Atlantica fronteggia”, spiegano dal dicastero guidato da Pompeo.

La questione libica

La richiesta viene fatta perché “l’Italia è un alleato chiave della Nato, leader e garante della sicurezza nella comunità internazionale, e partner affidabile”. Roma, spiegano ancora i funzionari di Washington, gioca un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza transatlantica. In particolare nell’assicurare il fianco Sud della Nato, attraverso la sua presenza in Libia.

Le preoccupazioni della Casa Bianca

A Palazzo Chigi si è discusso anche delle preoccupazioni americane per al presenza sempre più imponente di prodotti e tecnologie cinesi in Italia e in Europa. Cosa che preoccupa la Casa Bianca per il crescente potere che Pechino potrà esercitare su economia ed intelligence. E, al di là delle proteste delle ‘Iene’, si è discusso dell’ipotesi dei dazi. Che, secondo alcune stime, potrebbero indebolire il commercio italiano per una cifra che oscilla dai 200 milioni a un miliardo di dollari.

L’incontro con Di Maio e papa Francesco

Nel prosieguo della visita italiana, Pompeo fa tappa a Pacentro, centro abruzzese da dove la sua famiglia emigrò verso gli Usa. A Roma, invece, il capo della diplomazia Usa avrà ulteriori incontri con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e, in udienza privata, dal Papa.

(LaPresse/di Matteo Bosco Bortolaso)

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