Jannik Sinner proseguirà il suo percorso di recupero a Torino per altri cinque o sei giorni. L’atleta si sta sottoponendo a un programma di fisioterapia presso il J Medical per risolvere un’infiammazione al ginocchio sinistro, che lo ha costretto a rallentare la preparazione in vista della stagione sul cemento americano. Il piano di trattamento include sedute di onde d’urto e altre terapie specifiche.
In seguito a queste cure, la partecipazione al Masters 1000 di Cincinnati è diventata altamente improbabile. Sebbene non sia ancora stata annunciata una decisione ufficiale, le indicazioni suggeriscono che lo staff non intende interrompere il lavoro di recupero per scendere in campo senza la garanzia di una condizione fisica ottimale. Questa scelta ha una valenza più strategica che strettamente clinica.
La prudenza è diventata un elemento chiave nella programmazione del numero uno del mondo. La strategia di prendersi il tempo necessario per una preparazione mirata ha già dato frutti in passato. Ad esempio, l’arrivo anticipato a Indian Wells dopo l’eliminazione a Doha ha contribuito al successo nel Sunshine Double. Allo stesso modo, i dieci giorni di allenamento supplementari a Wimbledon prima del torneo si sono rivelati decisivi per la vittoria.
Saltare l’appuntamento in Ohio comporterà un costo in termini di rodaggio. Sinner arriverebbe allo US Open senza aver disputato partite ufficiali dopo il trionfo sull’erba londinese, presentandosi a un appuntamento cruciale con meno ritmo partita del previsto. Tuttavia, questa decisione permetterebbe di guadagnare giorni preziosi per completare il recupero.
Evitare di giocare a Cincinnati significa non aggiungere ulteriore stress a un’articolazione che, pur non avendo danni strutturali, richiede massima attenzione. La prospettiva più concreta è quindi che Sinner viaggi direttamente verso gli Stati Uniti senza fare tappa in Ohio. L’atleta potrebbe raggiungere New York con largo anticipo per iniziare lì la preparazione specifica per lo US Open.
Questo scenario gli darebbe il tempo necessario per riprendere confidenza con il cemento americano, ritrovare le sensazioni di gioco e, soprattutto, adattarsi alle difficili condizioni ambientali di Flushing Meadows, dove caldo e umidità sono sempre fattori determinanti. Le prossime giornate di lavoro a Torino saranno decisive per definire i tempi esatti, ma l’obiettivo primario resta lo US Open. Per questo motivo, il torneo di Cincinnati appare sacrificabile in favore di un recupero completo e di una preparazione ottimale per lo Slam.





