Jovetić: «L’Inter era un caos, che rimpianto il Real»

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Cronache sport calcio
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Stevan Jovetić ha riavvolto il nastro di una carriera vissuta tra lampi di classe pura e momenti bui. Oggi attaccante dell’Omonia Nicosia, il montenegrino ha ripercorso le tappe fondamentali del suo viaggio nel calcio, senza nascondere rimpianti e difficoltà.

Il suo percorso è iniziato in un contesto drammatico, quello della guerra in Montenegro. Jovetić ha ricordato i sogni da bambino, quando giocava per strada immaginando i grandi stadi della Serie A, un campionato che seguiva con passione. “Il suono della sirena per noi era come il fischio dell’arbitro: significava smettere di giocare e correre al riparo” ha raccontato, descrivendo i bombardamenti come un avversario da cui difendersi.

Quel sogno italiano si è concretizzato con l’approdo alla Fiorentina, un periodo che ha definito “un sogno”. Ha elogiato il ds Corvino per aver anticipato la concorrenza, inclusa quella della Juventus, a cui ha detto “no” due volte per lealtà verso i tifosi viola. A Firenze ha stretto legami importanti con allenatori come Prandelli, “un padre calcistico”, e Mihajlović.

Proprio durante il suo secondo anno in Toscana è maturato il più grande rimpianto della sua carriera: aver rifiutato un’offerta del Real Madrid. “Volevo continuare a giocare e pensavo che ci sarei arrivato più avanti” ha spiegato. Dieci giorni dopo quella decisione, si è rotto il legamento crociato, un infortunio che ha segnato l’inizio di un calvario fisico.

La carriera di Jovetić è stata infatti tormentata da oltre 45 infortuni, che hanno condizionato pesantemente la sua esperienza successiva al Manchester City. Nonostante la vittoria di una Premier League, ha ammesso di non essere mai stato sereno: “Prima di scendere in campo avevo paura di farmi male di nuovo, pensavo solo a quello”.

L’esperienza all’Inter è stata descritta come “un gran casino”, a causa dell’instabilità societaria con tre presidenti e cinque allenatori in due stagioni. Dopo un buon primo anno con Mancini, è finito ai margini con Pioli senza ricevere spiegazioni. Ha avuto anche screzi con alcuni compagni: uno scontro “a muso duro” con Guarin dopo una partita e una lite in allenamento con Icardi, poi “amplificata” dai media.

L’attaccante ha anche parlato di momenti personali difficilissimi, come la perdita del padre, che lo aveva svuotato. Ha trovato la forza di andare avanti grazie alla fede, alla moglie e al supporto di uno psicologo. Si è detto orgoglioso di non aver mai mollato, a differenza di compagni che hanno pensato di smettere dopo pochi infortuni.

Recentemente, ha sfiorato un ritorno in Serie A con il Lecce, una trattativa avanzata ma poi saltata. Oggi, a Cipro, ha ritrovato continuità e serenità. Per il futuro si vede ancora nel mondo del calcio, prima in campo e poi forse come allenatore o direttore sportivo.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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