Il rendimento di Manuel Akanji ha registrato un netto calo in questo avvio di stagione. Il difensore, che lo scorso anno era un pilastro della retroguardia nerazzurra per la sua duttilità e solidità, sta attraversando un evidente periodo di difficoltà. Le ragioni sono di diversa natura e partono da una condizione fisica non ottimale.
A questo si aggiunge un fattore tattico determinante, legato al cambio sulla fascia destra. La scelta di Cristian Chivu di promuovere Andy Diouf come esterno titolare, spostandolo dal ruolo di mezzala, ha cambiato gli equilibri. L’esperimento può considerarsi riuscito dal punto di vista offensivo, ma ha avuto conseguenze sulla fase difensiva della squadra.
Diouf è un giocatore che attacca costantemente lo spazio, spingendo con grande continuità sulla corsia. Questo stile di gioco è profondamente diverso da quello del suo predecessore, Luis Henrique. L’ex Marsiglia offriva meno spunti in attacco ma garantiva un notevole spirito di sacrificio, con ripiegamenti costanti che aiutavano a mantenere la superiorità numerica in difesa e fornivano un filtro prezioso per Akanji. Le continue proiezioni offensive di Diouf, al contrario, lasciano spesso il difensore svizzero a difendere in inferiorità numerica su un’ampia porzione di campo.
Il problema non è stabilire chi sia il giocatore migliore, ma riconoscere che i due hanno caratteristiche diverse con specifici pro e contro. L’armonia collettiva e la stabilità difensiva ne hanno risentito, in un reparto che sta ancora cercando la quadratura del cerchio.
La forma fisica precaria di Akanji è emersa in diversi episodi. In estate, il difensore ha partecipato a un Mondiale dispendioso dopo una stagione già densa di impegni con il suo club. Sebbene sia passato del tempo, la sua condizione atletica appare ancora lontana dal top. Un esempio lampante è stato l’errore sul quarto gol del Bruges a San Siro, dove la sua rincorsa sull’attaccante avversario è apparsa blanda e poco reattiva.
Questa non è stata l’unica sbavatura. Anche in altre partite si sono notate le sue difficoltà: dal gol subito all’esordio contro il Monza su iniziativa di Varela, ai problemi nel contenere Hojlund in Inter-Napoli, fino a una prestazione incerta contro l’Udinese. Contro il Bologna, Akanji riposerà. Un periodo di pausa potrebbe essere la soluzione migliore per permettergli di ritrovare la brillantezza che lo aveva reso un punto fermo della difesa di Chivu.





