Juventus, avvio di Spalletti peggiore del predecessore

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Cronache sport calcio
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I numeri hanno tracciato un bilancio preoccupante per la Juventus di Luciano Spalletti. Dopo sette giornate di campionato, la squadra ha raccolto 11 punti, trovandosi a otto lunghezze di distanza dalla vetta della classifica. Il confronto con la stagione precedente, sotto la guida di Igor Tudor, risulta sfavorevole.

Un anno fa, infatti, i bianconeri avevano totalizzato 12 punti nelle prime sette partite, uno in più rispetto al rendimento attuale, con un distacco dalla prima posizione che era la metà di quello odierno. Quel ruolino di marcia, tuttavia, non fu sufficiente a garantire la stabilità della panchina. La sconfitta per 1-0 subita all’ottava giornata sul campo della Lazio si rivelò fatale per il tecnico croato, che venne esonerato.

La dirigenza dell’epoca, guidata dall’ex direttore Comolli, riteneva che la rosa allestita fosse sufficientemente competitiva per ambire a risultati migliori. Dopo un’attenta valutazione dei profili disponibili, che incluse anche un contatto con Raffaele Palladino, la scelta ricadde su Spalletti. Di quel management, nel quadro dirigenziale attuale è rimasto solo il direttore sportivo Ottolini.

Nonostante le difficoltà, dalla Continassa non sono emersi segnali di sfiducia nei confronti dell’allenatore. La società ha ribadito il proprio sostegno, ma il clima appare teso, come hanno evidenziato le dichiarazioni dei protagonisti nel post-partita contro la Lazio. La fragilità della squadra si è manifestata sia sul campo sia fuori, con un botta e risposta a distanza tra il capitano Bremer e lo stesso Spalletti.

Queste tensioni, emerse pubblicamente anziché essere gestite all’interno dello spogliatoio, hanno sottolineato la necessità di un’inversione di tendenza. L’allenatore ha provato a non cercare alibi, nonostante le assenze per infortunio di giocatori chiave e un calendario fitto di impegni. Ha richiamato il gruppo al lavoro e alla coesione, la stessa che secondo alcuni senatori sembra essere venuta meno.

Nelle dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa, Spalletti ha commentato le parole del suo capitano. “Mi fa piacere che il capitano faccia analisi di quello che non va, perché è il presupposto per cambiarle. Ma nessuno può tirarsi fuori da questa analisi”, ha affermato, sottolineando il concetto di responsabilità collettiva. L’allenatore ha poi concluso con una riflessione che ha tradito la pressione del momento: “Fiducia? Devo ripensare a quello che ho fatto. Penso di sì, ma non ne sono sicuro”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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