La Juventus si prepara a chiedere nuove risorse finanziarie ai propri azionisti. Il consiglio di amministrazione ha deliberato la proposta di un aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni di euro, un’operazione finalizzata al rafforzamento della struttura patrimoniale del club. L’onere della sottoscrizione sarà suddiviso tra l’azionista di maggioranza Exor, i soci Tether e Lindsell Train, e il mercato flottante.
Il protagonista principale dell’operazione sarà naturalmente Exor. La holding della famiglia Agnelli-Elkann, che detiene il 65,375% del capitale sociale della Juventus, dovrebbe teoricamente farsi carico di circa 164 milioni di euro. La società ha già confermato che anticiperà 60 milioni di euro in conto futuro aumento di capitale. Questo importo sarà poi scalato dalla quota di sua spettanza.
L’impegno più significativo di Exor, tuttavia, consiste nella sua garanzia a copertura dell’intera operazione: la holding ha infatti manifestato la disponibilità a sottoscrivere anche le azioni eventualmente non acquistate dagli altri soci, ponendosi come paracadute e aprendo alla possibilità di incrementare la propria quota di partecipazione.
Il secondo azionista del club è Tether, titolare dell’11,527% del capitale. Questa società, attiva nel settore degli asset digitali e nota per l’emissione della stablecoin USDT, ha già dimostrato in passato il suo sostegno finanziario alla Juventus. Se Tether decidesse di aderire pro quota, il suo esborso ammonterebbe a circa 28,8 milioni di euro.
Il terzo socio di rilievo è la società di gestione britannica Lindsell Train, che possiede il 6,2% delle azioni. La sua partecipazione si è tuttavia progressivamente ridotta negli ultimi anni, dopo aver superato in passato l’11%. Qualora decidesse di mantenere invariata la propria posizione, Lindsell Train dovrebbe investire circa 15,5 milioni di euro.
Resta infine il 16,9% del capitale, definito “flottante” e negoziato in Borsa. Questo segmento è composto da una moltitudine di piccoli azionisti e investitori istituzionali. Data la sua frammentazione, è difficile prevedere una risposta omogenea alla richiesta di capitale. In caso di adesione totale, il contributo del mercato sarebbe di circa 42,3 milioni. La vera partita si giocherà sugli 86,6 milioni che dovranno arrivare dai soci diversi da Exor.








