Per evitare che si ripetano errori di valutazione come quello che in passato ha portato alla perdita di Michael Kayode, la Juventus ha avviato un piano strategico per blindare i migliori talenti del proprio settore giovanile. L’esterno, oggi punto di forza della Fiorentina e nel giro della Nazionale maggiore, era stato scartato dal club bianconero in giovane età. Un precedente che la nuova dirigenza intende scongiurare, trasformando il vivaio in un pilastro del progetto sportivo ed economico.
Il nome al centro delle attenzioni è quello di Destiny Elimoghale, ala offensiva classe 2009 considerato uno dei prospetti più puri di Vinovo. Il club ha già dimostrato di credere fortemente nelle sue potenzialità, aggregandolo precocemente alla Juventus Next Gen, la seconda squadra che milita in Serie C, e facendogli firmare un primo contratto con scadenza nel 2028. Nonostante la lunga durata dell’accordo, la società è attenta alla sua rapida evoluzione e ha già messo in agenda un possibile adeguamento economico nei prossimi mesi. L’obiettivo è chiaro: riconoscere i suoi progressi e tenere a debita distanza l’interesse crescente di altri importanti club europei, attratti dalle sue prestazioni e dalle prime convocazioni nelle selezioni giovanili azzurre.
Questa mossa rientra in una visione più ampia e condivisa dalla nuova dirigenza, che punta a trasformare il settore giovanile nel primo serbatoio di risorse per la prima squadra e, al contempo, in una fonte di sostenibilità finanziaria. Il modello di riferimento è quello di club virtuosi, come il Sassuolo di Carnevali, che hanno costruito la propria solidità sulla valorizzazione e successiva cessione di giovani calciatori. La filiera bianconera, da Vinovo alla Continassa, è destinata a diventare un asset sempre più cruciale per il futuro del club, capace di generare talento e plusvalenze.
Per ottimizzare il percorso di crescita dei suoi ragazzi, la Juventus ha introdotto una significativa novità strutturale per la stagione in corso: la creazione della squadra Under 18. Questa categoria è stata pensata per fungere da ponte per i giocatori provenienti dal campionato nazionale Under 17. In passato, molti di loro faticavano a trovare spazio nel campionato Primavera, scontrandosi con un divario fisico e tecnico notevole rispetto ai compagni più grandi. L’istituzione dell’Under 18 garantirà a questi atleti continuità di impiego e minuti preziosi in partita, favorendo uno sviluppo più graduale e completo, senza frenarne la progressione.
Il nuovo corso ha già prodotto risultati concreti. Ne è un esempio la recente firma del primo contratto da professionista per Davide Marchisio, figlio dell’ex centrocampista Claudio, a testimonianza della volontà di investire sui ragazzi cresciuti nel club. La dirigenza, in sinergia con i responsabili del settore giovanile, ha in programma altre valutazioni su diversi profili ritenuti promettenti, con l’obiettivo di non lasciarsi più sfuggire i potenziali campioni del domani.








