Juventus conferma Spalletti, ma chiede risultati

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Cronache Mercato
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Dopo la sconfitta in campionato contro la Lazio e il pareggio europeo con il Rennes, l’amministratore delegato Giovanni Carnevali ha rotto il silenzio sulla posizione del tecnico. Le sue parole hanno delineato una difesa d’ufficio ma anche un chiaro avvertimento: “La panchina scotta, ma fa parte di una società come la Juve. Sappiamo cosa dobbiamo fare, lui sta lavorando sulle criticità”.

Le dichiarazioni del dirigente hanno rispecchiato la strategia imposta dai vertici societari, un vero e proprio mantra alla Continassa: continuità. Si tratta di una direttiva precisa arrivata direttamente da John Elkann, insoddisfatto dei troppi cambiamenti manageriali e tecnici degli ultimi anni. L’assetto dirigenziale con Carnevali e Massara è stato infatti pensato per garantire stabilità al progetto a lungo termine.

In questa ottica si inserisce anche il rinnovo biennale del tecnico, voluto da Elkann stesso ancora prima dell’insediamento della nuova dirigenza. La volontà è quindi chiara: andare avanti con l’attuale guida tecnica, nonostante un avvio di stagione più difficile del previsto.

Nessuno all’interno del club si aspettava un percorso così complicato, segnato da risultati altalenanti, un numero eccezionale di infortuni e diverse polemiche. Nonostante tutto, la proprietà e la dirigenza hanno deciso di concedere ulteriore credito all’allenatore.

L’intenzione è quella di fare un bilancio definitivo solo al termine del campionato, auspicabilmente con la qualificazione alla prossima Champions League già assicurata. Solo a quel punto, a bocce ferme, verranno fatte tutte le valutazioni necessarie per il futuro.

Non è un segreto che l’amministratore delegato stia già valutando profili alternativi, con Simone Inzaghi indicato come uno dei preferiti per un eventuale nuovo ciclo. Tuttavia, per il momento, la fiducia rimane, sebbene accompagnata da un monito inequivocabile: la panchina bianconera è sempre sotto esame.

L’avvertimento “la panchina scotta” significa che la continuità non è un dogma assoluto. I prossimi cinque impegni prima della sosta (contro Lecce, Genoa, Napoli, AZ Alkmaar e Fiorentina) assumeranno un’importanza cruciale. Un’altra serie di passi falsi potrebbe rimettere tutto in discussione molto rapidamente, minando anche le certezze costruite attorno al principio di stabilità.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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