La Juventus ha subito la sua prima sconfitta stagionale all’Allianz Stadium, una pesante battuta d’arresto per 0-3 contro una Lazio straordinaria. Questo secondo ko in campionato, dopo quello contro il Sassuolo, ha fatto emergere una crisi evidente per la squadra bianconera, apparsa senza anima e con poche idee.
La guida tecnica di Domenichini, in sostituzione dello squalificato Spalletti, non è riuscita a trovare soluzioni. La squadra ha mantenuto a lungo un possesso palla sterile, senza mai impensierire seriamente il portiere avversario Mandas, e ha mostrato una fragilità allarmante tra centrocampo e difesa.
Il reparto offensivo è diventato un problema sempre più evidente. Kolo Muani, impiegato come unico centravanti, è risultato sprecato e poco coinvolto, nonostante i suoi sforzi per svariare sul fronte d’attacco. L’ingresso di Woltemade nella ripresa non ha migliorato la situazione, confermando la mancanza di un vero finalizzatore. Anche Alajbegovic ha deluso, con una prestazione impalpabile e un contributo nullo in entrambe le fasi, diventando un rebus irrisolto per lo staff tecnico.
La difesa ha mostrato crepe preoccupanti. Bremer e Lucumi sono apparsi distratti in occasione del primo gol, lasciando Provstgaard libero di colpire di testa. Anche i centrocampisti hanno faticato: Douglas Luiz ha diretto il gioco con un ritmo troppo lento, mentre McKennie è sembrato smarrito, senza riuscire a incidere come in passato.
Dall’altra parte, Gennaro Gattuso ha preparato la partita in maniera perfetta, stravincendo il duello tattico. La sua Lazio ha dominato i duelli in mezzo al campo e ha saputo colpire la Juventus sulle corsie esterne, sfruttandone le debolezze sistemiche. I biancocelesti hanno isolato i rifornimenti per gli attaccanti avversari e hanno vinto con autorità.
La crescita di alcuni giocatori sotto la gestione Gattuso è stata esponenziale. Provstgaard, da oggetto misterioso a titolare inamovibile, è stato pulito in difesa e letale nell’area avversaria. Gustav Isaksen ha rappresentato un elemento destabilizzante sulla fascia, mettendo costantemente in difficoltà la retroguardia juventina.
Il vantaggio della Lazio è arrivato con un colpo di testa di Provstgaard, bravo a inserirsi tra i difensori su assist di Zaccagni. Il raddoppio è nato da una straordinaria apertura di Nuno Tavares per Isaksen, che ha finalizzato l’azione al termine di una bella manovra corale. A chiudere i conti ci ha pensato il neoentrato Dele-Bashiru, che con una potente accelerazione ha tagliato in due la difesa bianconera e ha siglato la rete del definitivo 3-0.
La vittoria ha confermato la Lazio come una delle sorprese più belle del campionato, mentre per la Juventus si apre una fase di riflessione. Le mancanze strutturali della rosa, unite a una guida tecnica in difficoltà, richiedono un’analisi approfondita per invertire la rotta.



