Claudio Marchisio, icona bianconera con 389 presenze, ha offerto la sua visione sulla Juventus in una recente intervista, toccando temi cruciali per il presente e il futuro della società. L’ex giocatore ha iniziato sottolineando la solidità del club, rafforzata dal recente aumento di capitale. “È la conferma dell’unicità del legame tra la famiglia Agnelli-Elkann e la Juventus. Un segnale importante, l’ennesimo in più di cento anni di storia. Una proprietà così ce l’ha soltanto la Juventus”, ha dichiarato.
Questa stabilità societaria, secondo Marchisio, deve tradursi in ambizione sportiva, soprattutto a livello continentale. L’ex centrocampista ha espresso un desiderio chiaro: “Spero in un’Europa League da protagonista. La Juventus deve puntare a vincere ogni competizione e la coppa non va snobbata. Non solleviamo un trofeo da trent’anni in Europa. Basta, no?”. Un richiamo forte alla necessità di interrompere un digiuno che dura da troppo tempo.
Sul fronte del campo, Marchisio ha predicato fiducia nella guida tecnica, affermando che serve continuità per raggiungere gli obiettivi. Ha però ribadito che la squadra non deve mai cercare scuse, nemmeno di fronte a infortuni pesanti, e che ci si aspetta sempre di lottare per le prime posizioni.
Non sono mancati commenti su alcuni giocatori. Riguardo al paragone tra il giovane Nick Woltemade e Zlatan Ibrahimovic, Marchisio è stato netto: “Massimo rispetto, ma non credo. Ibra è Ibra. Woltemade ha tecnica e fisico, però sembra leggero”. Ha invece promosso i progressi di Douglas Luiz, lodandone la crescita tecnica e convincendosi che possa contribuire ancora di più in termini di goal.
Guardando al mercato, ha svelato un suo vecchio desiderio, ormai irrealizzabile: “Avrei voluto Tonali”. Ha però proposto un nome per il futuro, indicando una precisa caratteristica che apprezza: “Magari può tornare di moda Frattesi: io ho un debole per i centrocampisti col vizio del goal”.
Infine, un pensiero non poteva che andare ad Antonio Conte, figura a cui è rimasto molto legato. “La nostalgia per Antonio c’è sempre stata e sempre ci sarà. Era così ai tempi di Allegri e anche negli anni successivi. Conte è Conte per la Juve”, ha concluso Marchisio, evidenziando il marchio indelebile lasciato dall’ex allenatore nella storia del club.








