La sconfitta subita contro il Sassuolo ha messo in luce una serie di criticità per la Juventus di Luciano Spalletti. Nonostante il mercato estivo, la squadra ha mostrato limiti tecnici e caratteriali simili alla passata stagione, apparendo priva di una chiara identità tattica. Dopo quattro giornate, il bottino di sette punti è inferiore a quello ottenuto nelle gestioni recenti, ad eccezione dell’Allegri-bis del 2021.
Il reparto difensivo ha mostrato segnali di incertezza. Sebbene il portiere Vicario abbia offerto buone prestazioni, la coppia centrale Bremer-Lucumí deve ancora trovare l’affiatamento, palesando limiti di sincronia nei movimenti. Sulle fasce, l’energia di Celik non ha compensato le difficoltà di altri interpreti come Cambiaso, ancora un oggetto misterioso, e Kalulu, protagonista di preoccupanti passaggi a vuoto.
Il centrocampo rappresenta il settore più problematico, devastato dagli infortuni di lungo corso di Locatelli e Thuram. L’allenatore si è trovato a fare affidamento su Douglas Luiz e Koopmeiners, giocatori che la dirigenza ha tentato di cedere per tutta l’estate. A loro si aggiungono un McKennie non al meglio e il neoacquisto Sarr, arrivato senza una preparazione adeguata, formando una mediana che è frutto delle contingenze più che di una programmazione mirata.
In attacco, l’abbondanza sugli esterni si è rivelata un’arma a doppio taglio, portando a scelte discutibili durante le partite. Il problema principale riguarda però le punte centrali: né Kolo Muani, apparso finora un fantasma, né Woltemade sono veri centravanti, preferendo agire attorno a una prima punta di ruolo che attualmente manca in rosa. L’importante investimento fatto per il francese non ha ancora prodotto i risultati sperati.
L’allenatore Luciano Spalletti gode ancora della fiducia della società, ma i bonus non saranno infiniti e la sua Juventus non ha ancora un’identità di gioco definita. La nuova dirigenza, guidata da Carnevali, sta affrontando le contraddizioni ereditate da anni di instabilità, che si riflettono anche nei continui infortuni che colpiscono la rosa.
Un fattore chiave potrebbe risiedere proprio nella girandola di nove preparatori atletici che si sono succeduti dal 2019. Questa mancanza di continuità ha impedito la costruzione di un progetto tecnico e fisico solido, lasciando la squadra in una sorta di limbo mentale, lontana dagli standard storici che competono al club.






