Juventus, l’anno nero di Spalletti: futuro in bilico

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Cronache sport calcio
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A un anno esatto dal suo arrivo sulla panchina della Juventus, il futuro di Luciano Spalletti è diventato incerto. Il tecnico, insediatosi il 30 ottobre 2025 con l’obiettivo di aprire un nuovo ciclo, si ritrova a gestire una crisi profonda, culminata con la pesante sconfitta contro il Genoa che ha lasciato la squadra all’ottavo posto in campionato, a undici punti dalla vetta.

Un percorso di 365 giorni che ha trasformato l’entusiasmo iniziale in una forte discussione sul suo operato, mettendo a rischio la sua permanenza a Torino e minacciando un secondo fallimento consecutivo dopo la fine della sua esperienza con la Nazionale.

I numeri di queste 50 partite ufficiali descrivono un bilancio deludente. Spalletti ha ottenuto 26 vittorie, 14 pareggi e 10 sconfitte, con una media punti complessiva di 1,84 a partita. Il dato peggiora se si considera solo il campionato, dove la media scende a 1,79, la stessa registrata da Thiago Motta e di poco superiore a quella del suo predecessore Igor Tudor.

Proiettando i 68 punti raccolti su una stagione intera, emerge un dato preoccupante: in nove degli ultimi dieci campionati, un simile punteggio non sarebbe stato sufficiente per garantirsi la qualificazione alla Champions League.

Più dei dati statistici, a pesare sulla valutazione del tecnico è stata l’incapacità di dare una chiara identità alla squadra. Dopo un avvio promettente tra dicembre e febbraio, in cui la Juventus aveva mostrato un calcio organizzato e moderno, ispirato ai suoi successi passati, è arrivato un crollo improvviso.

Il “febbraio nero”, con 21 gol subiti in 8 partite, ha portato alle premature eliminazioni da Coppa Italia e Champions League. Da quel momento, la squadra ha smarrito la sua esuberanza, trasformandola in un possesso palla sterile e inefficace, dominato dalla paura di perdere, che ha portato al sesto posto finale, peggior risultato dai tempi di Delneri.

Nonostante i risultati negativi, la proprietà ha confermato la fiducia in Spalletti, rinnovandogli il contratto fino al 2028 e sacrificando l’amministratore delegato Damien Comolli. Tuttavia, l’inizio della nuova stagione non ha segnato un’inversione di rotta.

Il mercato estivo ha portato dieci nuovi giocatori, ma non i calciatori di esperienza internazionale richiesti dal tecnico. La squadra ha continuato a mostrare gli stessi limiti: difficoltà nel creare occasioni da gol, fragilità difensiva e carenze caratteriali. Gli infortuni di uomini chiave come Thuram, Yildiz e Locatelli hanno ulteriormente complicato la situazione, rendendo vani anche i recenti tentativi di cambio modulo. La prossima sfida contro il Napoli si preannuncia decisiva per il suo futuro.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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