La Juventus ha ottenuto una vittoria da accogliere con soddisfazione e sollievo. Il successo è arrivato all’ultimo respiro, al termine di una partita in cui il Celta Vigo ha spesso dominato il gioco più che subirlo, rendendo il risultato finale ancora più prezioso.
La squadra guidata da Spalletti ha mostrato ancora una volta limiti evidenti nella manovra e una preoccupante scarsa autostima. Tuttavia, ha anche dimostrato di possedere una carta vincente che l’allenatore ha esitato a giocare dall’inizio: le due punte schierate insieme. Sebbene non si tratti di due centravanti puri, la loro collaborazione ha prodotto un rendimento efficace e gol pesanti. Il verdetto dell’Europa League potrebbe finalmente convincere il tecnico a riproporli in tandem anche in campionato.
Passando all’analisi dei singoli, Vicario è risultato incolpevole sul gol subito e per il resto non è stato particolarmente impegnato. In difesa, Kalulu è apparso in difficoltà, specialmente nell’azione del vantaggio spagnolo, e non ha brillato per il resto della gara. Neppure Gatti, nonostante la solita grinta, ha convinto, risultando confuso e impreciso. Prestazione negativa anche per Kelly, apparso disorientato e spesso falloso. L’ingresso di Bremer e Lucumì a metà ripresa ha portato maggiore solidità e tranquillità al reparto.
A centrocampo le note positive sono state poche. McKennie, schierato sulla fascia destra, non è riuscito a incidere e a onorare la fascia da capitano. Sarr ha svolto il suo compito con diligenza, limitandosi però a giocate scolastiche e senza particolari iniziative. L’apporto di Koopmeiners è stato deludente, tanto da suggerire che il suo impiego in mediana sia ormai un accanimento terapeutico, nonostante abbia fornito il cross per il pareggio di Woltemade. Anche Cambiaso, pur impegnandosi, è sembrato ancora in crisi di fiducia e privo della sua consueta brillantezza.
In attacco, la serata è stata segnata dal nervosismo di Conceicao al momento della sostituzione: il giocatore ha avuto un alterco con un membro dello staff ed è rientrato direttamente negli spogliatoi. La sua prestazione in campo non era stata comunque memorabile. Anche Alajbegovic si è speso molto, ma con scarsi risultati concreti.
Il migliore in campo è stato senza dubbio Woltemade, al di là del gol del pareggio, peraltro propiziato da un errore dell’ex viola Marcos Alonso. Il tedesco si è confermato un punto di riferimento offensivo autentico e proficuo, nonostante qualche scelta non sempre precisa. Quando negli ultimi trenta minuti Kolo Muani lo ha affiancato, l’impressione delle ultime uscite si è rafforzata: perché Spalletti continua a non schierarli insieme dal primo minuto?
Questo interrogativo non è l’unico che circonda la squadra. Dopo un anno di gestione Spalletti, il bilancio è incerto. I critici non notano miglioramenti significativi rispetto alle gestioni precedenti. Ma alla fine, un punto esclamativo lo ha messo proprio Kolo Muani con la rete del 2-1, trasformando la sofferenza in gioia e una notte difficile in un risultato fondamentale.





