La filiera del clan dei Casalesi ancora viva a S. Maria Capua Vetere. ‘Regali’ ai boss che si sono trasferiti nella città del Foro

714
Pubblicato il

S. MARIA C.V. – Li chiamano ‘regali’: una via di mezzo tra ciò che fino a qualche tempo fa era una chiara estorsione e un gesto di riconoscimento criminale, frutto della paura e della cultura, ancora profondamente diffusa, che tende a legittimare il potere mafioso. E a ricevere tutt’ora questi ‘regali’, nonostante la mafia dell’Agro aversano venga ripetutamente colpita e indebolita dalle indagini della Dda, ci sono personaggi legati al clan dei Casalesi che hanno scelto, dopo aver trascorso diversi anni in prigione, di trasferirsi, riacquista la libertà, nel sammaritano. A loro arriverebbero arriverebbero soldi in occasioni di lavori che vengono realizzati sul territorio. Spesso non si scomodano neppure di attivarsi per capire chi ha il cantiere per fargli arrivare la voce che aspettano un ‘pensiero’: il denaro arriva loro in automatico. Uno scenario che dimostra come tuttora ci siano pericolosi segnali di riverenza nei confronti di soggetti che hanno danneggiato e mortificato la provincia di Caserta.

Recentemente a confermare agli inquirenti come il clan dei Casalesi avesse stabilmente disteso i suoi tentacoli sull’hinterland sammaritano è stato Ferdinando Del Gaudio, esponente dei Bellaggiò e ora collaboratore di giustizia.

Il pentito ha raccontato che una parte dei proventi delle estorsioni che ‘chiudeva’ a S. Maria Capua Vetere veniva da lui consegnata direttamente a Giovanni Della Corte, alias Cucchione, ritenuto, almeno fino al 2022, tra i leader del gruppo Schiavone, in particolare della compagine che ha il suo quartier generale nel rione Riina. Queste dichiarazioni di Del Gaudio sono tra gli atti dell’inchiesta che ha puntato a colpire la cosca Bidognetti, guidata da Gianluca ‘Nanà’ Bidognetti, al momento in carcere al 41 bis a Spoleto, e il gruppo Schiavone. Della Corte è già stato condannato in primo grado e a breve prenderà avvio il processo in Appello.

Il pentito: “Canciello a casa del ras Della Corte”

Mala casertana, i tentacoli degli Zagaria su Santa Maria Capua Vetere

© RIPRODUZIONE
RISERVATA

Articolo precedenteNapoli. È morto mentre nuotava nella piscina dell’agriturismo, aveva 15 anni
Articolo successivoSan Sebastiano al Vesuvio, morto in piscina a 15 anni: ecco chi era Dario
Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome