Lazio: Lotito chiede di cambiare le regole del mercato

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Cronache Mercato
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Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha sollevato una questione cruciale per il futuro del calcio italiano durante un evento istituzionale tenutosi alla Camera dei Deputati. Ha chiesto una profonda revisione delle norme che regolano il calciomercato nazionale, definendole un freno per la competitività dei club di Serie A.

L’intervento arriva dopo un periodo complesso per la società, reduce da due campagne acquisti estive condotte a saldo zero. Questa limitazione è stata imposta dalla non conformità con il rigido ‘indice del costo del lavoro allargato’, un parametro che vincola le spese dei club alla loro capacità di generare ricavi.

Lotito ha espresso con forza la sua frustrazione. ‘Le norme si applicano, ma devono essere cambiate e può farlo il Parlamento’, ha dichiarato, sottolineando come l’attuale sistema crei delle evidenti storture competitive a svantaggio dell’Italia.

Uno dei punti più criticati riguarda la rigidità delle procedure di riscatto dei calciatori. ‘Vi pare normale che i giocatori in altre leghe possano essere riscattati in qualsiasi momento dell’anno e noi, che siamo scienziati, non possiamo?’, ha domandato polemicamente, evidenziando la maggiore flessibilità operativa di cui godono i club esteri.

Il cuore del problema, secondo l’analisi del numero uno laziale, è di natura prettamente economica e fiscale. Acquistare un calciatore per il campionato italiano comporta oneri aggiuntivi che non esistono, o sono inferiori, all’estero, meccanismo che di fatto incentiva a guardare oltre confine per i trasferimenti.

Per illustrare il concetto, ha fornito un esempio concreto e diretto. ‘Se un calciatore costa 10 milioni di euro, qui in Italia lo paghi più di 12 milioni per via dell’Iva. A questo si aggiunge la necessità di fornire una fideiussione’, ha spiegato. Il risultato è un esborso di cassa immediato molto più alto rispetto a un’operazione simile conclusa con un club straniero.

Questa situazione crea un danno competitivo significativo, poiché favorisce le leghe estere dove le procedure sono più snelle e i costi iniziali inferiori. La proposta mira quindi a rendere il ‘prodotto Italia’ più attraente per gli investimenti, allineando le condizioni a quelle dei principali concorrenti europei.

Durante l’evento, alla presenza di figure di spicco come il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente biancoceleste ha preferito non commentare pubblicamente il delicato caso del tesseramento del presidente del Coni, Giovanni Malagò. ‘Non ne parlo’, ha tagliato corto con i giornalisti.

Tuttavia, al termine degli interventi ufficiali, lo stesso Lotito è stato visto discutere a lungo dell’argomento proprio con il ministro Abodi e gli altri vertici del calcio italiano. Un segnale che, lontano dai microfoni, il dibattito su temi sensibili e riforme strutturali prosegue in modo serrato.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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