Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha rilasciato dichiarazioni dirompenti, rievocando uno dei periodi più complessi della sua gestione. Il patron biancoceleste ha parlato senza filtri del suo rapporto conflittuale con le frange più estreme della tifoseria, svelando dettagli inediti sulle misure di sicurezza che ha dovuto adottare per proteggere la propria incolumità.
“Per parecchio tempo sono andato in giro armato con due pistole, una avanti e una dietro, un’automatica e una Smith & Wesson”, ha confessato il numero uno del club. Una rivelazione che getta una luce cruda sugli anni in cui la sua battaglia per la legalità nel mondo del tifo lo ha esposto a rischi personali elevatissimi. Lotito ha aggiunto un particolare agghiacciante: “Una volta una è stata pure utile, mi ha salvato”.
Queste parole riportano alla mente un passato di forti tensioni, quando il presidente si è opposto con fermezza a determinati gruppi organizzati, scatenando reazioni violente e minacce continue. La sua presidenza è stata segnata da episodi di forte attrito, come quello avvenuto durante l’inaugurazione di un negozio ufficiale nel quartiere di Montesacro, a Roma. In quell’occasione, ha ricordato, è rimasto bloccato all’interno dell’esercizio commerciale e si è reso necessario l’intervento del Reparto Celere per consentirgli di uscire in sicurezza.
Il presidente ha tracciato un parallelo preoccupante tra quel periodo e la situazione attuale. “Adesso si è ricreata la stessa situazione”, ha avvertito, indicando una nuova ondata di ostilità nei suoi confronti. Secondo la sua analisi, una delle cause principali di questo clima teso risiede nelle insistenti voci, da lui sempre smentite, relative a una possibile cessione della società.
Da mesi si rincorrono indiscrezioni su presunti fondi stranieri, compratori misteriosi e offerte milionarie pronte a rilevare il club. Lotito ha negato categoricamente ogni trattativa, assicurando di non avere alcuna intenzione di cedere la Lazio. “Io non ho mai ricevuto offerte, ma una cosa è certa: ho dovuto fare delle denunce, delle segnalazioni alla Consob, dicendo che non ho mai ricevuto offerte”, ha precisato, denunciando un tentativo di destabilizzazione.
Con il suo stile diretto e combattivo, ha poi lanciato un messaggio inequivocabile a chi specula sulla vendita del club: “Questi pensavano di prendere la vacca per le zinne e hanno preso il toro per le palle”. Ha inoltre rivelato l’entità delle pressioni subite quotidianamente: “Io ricevo 5mila telefonate al giorno di minacce. Non sto scherzando. Nella vita io sono combattente, mai reduce. Sono contro i soprusi”.
Infine, non ha risparmiato una frecciata polemica ai tifosi che gli rimproverano una gestione poco ambiziosa e l’incapacità di farli sognare. La sua risposta è stata tanto lapidaria quanto controversa: “Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare”. Una frase che ha ulteriormente diviso l’ambiente, confermando ancora una volta il carattere forte e intransigente del presidente.







