L’Eurozona rallenta, la Bce chiede prudenza ai governi

Le prospettive di crescita dell'Eurozona sono orientate al ribasso. La Bce chiede prudenza ai governi nazionali

BRUXELLES – L’economia dell’Eurozona è ancora a rischio. Le proiezioni della Bce nel bollettino economico di settembre “indicano una crescita sui dodici mesi del Pil in termini reali dell’1,1% nel 2019, dell’1,2% nel 2020 e dell’1,4% nel 2021”. Le prospettive di crescita sono “orientate al ribasso” e “sono principalmente legate alle incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità dei mercati emergenti”. Nel bollettino economico della Bce si fa quindo chiaro riferimento alla Brexit. Questi pericoli hanno spinto la Bce a varare il nuovo pacchetto di stimolo monetario nella riunione del 12 settembre scorso.

Il monito ai governi

Rispetto a giugno 2019, le prospettive per l’espansione del Pil in termini reali sono state riviste al ribasso per il 2019 e il 2020. Di fronte a questo quadro per nulla roseo la Banca Centrale Europea ha lanciato il suo monito agli Stati membri. “I governi interessati da un rallentamento economico che dispongono di margini per interventi di bilancio dovrebbero agire in maniera efficace e tempestiva”, si legge nel bollettino che chiama in causa la Germania. I Paesi con alto debito pubblico (come l’Italia) “devono perseguire politiche prudenti e adoperarsi per il conseguimento degli obiettivi in termini di saldo strutturale”.

Caos nel comitato esecutivo della Bce

Intanto nella Bce è il caos. A sorpresa ieri sera la tedesca Sabine Lautenschläger, uno dei sei membri del Comitato esecutivo della Banca centrale europea ha annunciato che lascerà il Board il 31 ottobre in anticipo di oltre due anni dalla scadenza del suo incarico. Nel comunicato delle sue dimissioni anticipate non ha dato spiegazioni sulle ragioni della scelta ma i malumori con il presidente Mario Draghi sono noti da tempo. Intanto il direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta potrebbe entrare nel comitato esecutivo della Bce, diventando il rappresentante italiano in luogo di Mario Draghi, il cui mandato scade il 31 ottobre.

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