Libia, dopo la Conferenza di Parigi fissata la data delle prossime elezioni

Cittadini alle urne il 10 dicembre, anche se l'accordo trovato oggi è stato approvato solo in maniera informale

AFP PHOTO / MAHMUD TURKIA

TRIPOLI (Ciro Iavazzo) – I cittadini della Libia potranno probabilmente tornare alle urne il prossimo dieci dicembre. E’ stato questo il dato importante emerso dalla Conferenza di Parigi di oggi, a cui hanno partecipato circa venti paesi e l’Onu. Un accordo informale quello trovato, che potrebbe essere reso ufficiale nelle prossime settimane quando l’intesa tra le parti si rafforzerà. Presenti al tavolo delle trattative, ‘organizzato’ dal presidente francese Emmanuel Macron e tenutosi all’Eliseo, i vertici libici. Non tutte le milizie della Libia, però, hanno accolto a braccia aperte la decisione.

Una ‘road map’ comune verso le elezioni

“Ci impegniamo a lavorare in modo costruttivo con l’Onu per organizzare elezioni credibili e pacifiche e a rispettare i risultati delle elezioni” è questo il testo d’esordio del documento prodotto ieri nella Conferenza di Parigi. Presenti al vertice  Fayez El Sarraj, presidente del consiglio presidenziale di Unione libico, l rappresentante speciale dell’Onu, Ghassan Salamé, il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobrouk Aguila Saleh, il presidente dell’alto consiglio di Stato libico Khaled Mechri, il comandante dell’esercito nazionale libico Khalifa Haftar. “Nessun ostacolo al processo elettorale in Libia verrà tollerato e gli eventuali responsabili dovranno renderne conto” prosegue poi il documento esprimendo un segnale chiaro e forte: tutto deve filare liscio.

Il documento non è stato ancora firmato

Quello ‘partorito’ ieri è un documento certamente realizzabile e che fa ben sperare, ma per il momento manca l’ufficialità. Le parti coinvolte infatti non hanno ancora messo tutto nero su bianco apponendo la loro firma. I motivi sono almeno due, così come spiegato dallo stesso Macron. In primis poiché, all’incontro di oggi, hanno partecipato vertici di istituzioni che non si riconoscono fra di loro. In secondo luogo, alcuni dei partecipanti hanno chiesto tempo per parlare con i propri referenti in Libia.

 

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