TEHERAN – Nessuna cerimonia di firma in presenza in Svizzera ma il memorandum di intesa fra Usa e Iran è stato comunque siglato ed è entrato in vigore. Donald Trump ha posto il suo sigillo a Versailles, dove si trovava per una cena con il presidente francese Emmanuel Macron al termine del G7 di Evian, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha fatto altrettanto da Teheran. Ora, come previsto in uno dei 14 punti dell’accordo, le due parti avranno 60 giorni, “prorogabili con consenso reciproco”, per finalizzare l’intesa.
Il presidente americano, Donald Trump, ha rispedito al mittente le accuse di non essere stato abbastanza duro con Teheran nel corso dei negoziati. “O sono invidiosi, o sono persone cattive, o stupide”, ha detto facendo riferimento ai suoi detrattori. Contestualmente alla firma il Centcom ha fatto sapere di avere “revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle zone costiere iraniane in conformità con le direttive del presidente”. Allo stesso tempo il Comando centrale delle Forze Armate degli Stati Uniti, ha precisato che le navi da guerra Usa “rimarranno nell’area per garantire che tutti gli aspetti dell’accordo siano rispettati, osservati e pienamente efficaci”.
Un monito a Teheran è arrivato anche da JD Vance. Il vicepresidente americano ha dichiarato che gli Stati Uniti “non allenteranno la presa” sull’Iran fino a quando Teheran non cambierà il suo comportamento “in maniera fondamentale”. Vance ha poi lanciato una stoccata al governo israeliano relativamente alla presunta “rabbia” che Benjamin Netanyahu avrebbe manifestato in merito all’intesa. “Non rispecchia le conversazioni che ho avuto con lui”, ha detto Vance prendendosela poi con “alcuni membri del governo” che “hanno criticato apertamente l’accordo e, in certi casi, hanno attaccato in modo molto personale il presidente degli Stati Uniti”. L’invito è quello ad “aprire gli occhi e prendere atto della realtà in cui versa il Paese”.
A Netanyahu, che ha confermato la permanenza nel sud del Libano dei soldati israeliani “fino a quando le esigenze di sicurezza lo richiederanno”, si è rivolto inoltre lo stesso Donald Trump. Il tycoon ha detto che “molto probabilmente” sosterrà l’alleato alle prossime elezioni israeliane ma “deve essere più razionale”.














