L’INTERVISTA. Musumeci: “Campi Flegrei, servono i fatti. Comuni e Regione facciano la loro parte”

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Nello Musumeci
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NAPOLI – Un miliardo di euro in dieci anni, una struttura commissariale con poteri straordinari e un programma che punta a ridurre la vulnerabilità degli edifici, accelerare gli interventi e offrire risposte alle famiglie colpite dal bradisismo. Una nuova strategia, quella del Governo, per affrontare il rischio bradisismico e ridurre la vulnerabilità del territorio nei Campi Flegrei, affidando alla Regione Campania un ruolo centrale nell’attuazione del piano. Ma tra risorse stanziate, procedure da semplificare e cittadini ancora lontani dalle proprie abitazioni, la vera sfida resta quella dei risultati.

Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, che rivendica il lavoro avviato dal Governo Meloni dal settembre 2023, richiama gli enti territoriali alle proprie responsabilità e respinge il rischio che l’emergenza diventi terreno di scontro politico.

Dagli aiuti agli sfollati alla prevenzione sismica, fino alla richiesta di un cronoprogramma pubblico e verificabile, il ministro delinea gli obiettivi del nuovo provvedimento e le condizioni necessarie per trasformare le risorse in interventi concreti. Con una consapevolezza: il bradisismo non si ferma per decreto e la sicurezza del territorio richiede un impegno costante, ben oltre gli annunci.

Ministro Musumeci, dopo anni di emergenza, è un cambio di passo che punta finalmente a superare la gestione provvisoria. Che cosa avete fatto concretamente e perché ritiene che lo Stato abbia dato una risposta che finora il territorio non era riuscito a ottenere?

«È dal settembre 2023 che il territorio dei Campi Flegrei riceve dal Governo Meloni attenzioni e risposte, con competenze delegate alla Regione e ai tre Comuni più interessati. Si è capito che questo generoso processo di coinvolgimento degli enti locali non consentiva tempi celeri. Così abbiamo pensato a un Piano straordinario delegato a un organo monocratico, con una strategia di lungo periodo. Destiniamo un miliardo in dieci anni, oltre alle risorse già assegnate. Il punto non è soltanto riparare i danni: è ridurre la vulnerabilità degli edifici. Il bradisismo non si ferma per decreto; il nostro dovere è rendere quel territorio meno esposto al rischio. Che c’è e rimane.»

Il decreto affida alla Regione Campania la guida della struttura commissariale per i prossimi dieci anni. Il Governo mette in campo risorse e strumenti, ma adesso la responsabilità dell’attuazione ricade anche sulla Regione e sui Comuni. Come si assicurerà che non si ripetano ritardi burocratici, opere annunciate e interventi che faticano a partire? E quali responsabilità dovranno assumersi gli enti locali?

«Finalmente c’è un centro di responsabilità: il presidente pro tempore della Regione sarà commissario fino al 2036, con ampi poteri. Avrà due vicecommissari e una sua struttura. Per il privato subentra subito, per il pubblico entro sei mesi. Una Conferenza di servizi permanente accelererà le procedure. Lo Stato mette risorse e strumenti. Non è più tempo di rimpalli.»

I sindaci hanno protestato a Roma chiedendo ulteriori interventi, ma lei ha dichiarato che le misure precedenti erano state concordate con Regione e Comuni. Se le istituzioni locali avevano condiviso il percorso, perché oggi contestano il Governo? Sono state le amministrazioni territoriali a non trasformare in risultati le opportunità già offerte dallo Stato oppure il Governo deve riconoscere che alcune risposte sono arrivate tardi?

«Manifestare è un diritto, specie per chi vive nella paura. Ma le misure finora varate sono state concordate con Regione e Comuni: è un fatto. L’ho detto anche dopo la protesta di Roma. Non cerco polemiche con i sindaci: chiedo collaborazione e responsabilità. Le contrapposizioni strumentali non mettono al sicuro nessuna casa.»

Veniamo agli sfollati, che sono la vera emergenza nell’emergenza. Le risorse e le nuove misure annunciate sono importanti, ma chi è fuori casa ha bisogno di tempi certi, sostegni economici e una prospettiva abitativa. Quali impegni concreti può assumere oggi il Governo? E come risponde a chi teme che, tra procedure e conflitti istituzionali, le famiglie continuino a pagare il prezzo più alto?

«Per ogni famiglia sfollata lo Stato riconosce il CAS, che può arrivare fino a 900 euro al mese. Prevediamo contributi semplificati fino a 30 mila euro per il pronto ripristino delle case poco lesionate, cumulabili con quelli antisismici; per chi vuole adeguare l’immobile alle norme antisismiche eroghiamo il 100% se a redditi bassi. Gli altri al 70%. Previste inoltre le sospensioni di tributi e mutui e misure sugli affitti. È prevista anche la delocalizzazione volontaria incentivata.»

Ministro, glielo chiedo senza giri di parole: non teme che si stia combattendo una battaglia politica sulla pelle degli sfollati?

«Sugli sfollati non si può fare propaganda. Sarebbe triste e indecoroso. Chi pensa di giocare una partita di consenso sui Campi Flegrei ha sbagliato tutto. Ci vorranno anni per completare il programma, sempre sperando che non arrivino altre scosse per produrre ulteriori danni e sfollati. È una storia infinita, come sempre accade quando il cosa e il quando lo decide la natura e non la politica.»

Dopo il decreto, non bastano più gli annunci: servono cantieri, contributi erogati e famiglie che possano tornare a vivere con serenità. È possibile assumere l’impegno a fissare un cronoprogramma pubblico, con scadenze verificabili per Governo, Regione e Comuni, affinché chi non fa la propria parte debba risponderne politicamente davanti ai cittadini?

«Il controllo è già scritto nel decreto: il commissario riferirà semestralmente al Governo e il Governo annualmente al Parlamento. È giusto che i cittadini conoscano anche lo stato dei progetti, le risorse utilizzate e i tempi previsti. Un cronoprogramma pubblico sarebbe uno strumento utile, purché fondato su scadenze realistiche e verificabili. Ognuno risponderà dei risultati. Ai Campi Flegrei servono fatti, non miracoli annunciati. Quanto ai cantieri, non dimentichiamo quelli che abbiamo già aperto per infrastrutture viarie e scuole. Un programma del commissario Soccodato concordato con la Regione e da me approvato.»

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