Nosa Edward Obaretin, difensore classe 2003, ha scelto la Francia per la sua crescita professionale. In estate ha lasciato il Napoli per trasferirsi al Lorient, in Ligue 1, con l’obiettivo di trovare continuità e consacrarsi. Un’esperienza all’estero voluta fortemente, spinta dal progetto del club francese e dal desiderio di mettersi alla prova in un campionato noto per valorizzare i giovani talenti.
L’impatto con il calcio francese è stato subito positivo. Il giocatore ha esordito prima della sosta e ha sottolineato l’incredibile intensità di gioco. Rispetto alla Serie B italiana, ha notato stadi più grandi e sempre pieni, un’atmosfera che lo ha colpito e motivato a lavorare ancora più duramente per prepararsi alle prossime sfide.
Nato come terzino, con Theo Hernandez come primo modello ai tempi del Milan, Obaretin ha spiegato di vedersi oggi più come “braccetto” di sinistra nella difesa a tre. Ha raccontato di aver imparato molto osservando da vicino l’esterno francese, ma anche grazie ai preziosi consigli ricevuti dai centrali del Napoli, in particolare da Amir Rrahmani, un difensore che considera ottimo e ingiustamente sottovalutato. Il suo idolo di riferimento, fin da bambino, rimane Sergio Ramos.
Secondo il giovane difensore, la Ligue 1 è un campionato spesso sottovalutato in Italia. Ha evidenziato come, al di là delle squadre di vertice come il PSG, ogni partita presenti grandi difficoltà. L’organizzazione tattica, la fisicità e il talento diffuso in tutte le rose rendono il torneo estremamente competitivo. Per questo motivo, ritiene che il campionato francese rappresenti un trampolino di lancio ideale per tutti i giovani calciatori in cerca di fiducia e continuità.
La sua carriera lo ha già visto confrontarsi con allenatori di altissimo livello. Ha ricordato il lavoro tattico, soprattutto sulla fase difensiva, svolto con Massimiliano Allegri durante il ritiro estivo. Ha anche menzionato i durissimi ritiri con Antonio Conte, un altro tecnico vincente da cui ha appreso molto.
L’esperienza che porta nel cuore, però, resta quella al Milan, definita “la più bella della sua vita”. Allenarsi con campioni come Ibrahimovic, Leão e Kjær gli sembrava un sogno e lo ha formato in modo decisivo. Ogni allenamento con la prima squadra era un’opportunità per apprendere dai migliori.
Riguardo al futuro, gli obiettivi sono chiari: collezionare più presenze possibili e contribuire alla squadra. La Nazionale italiana rimane un sogno nel cassetto. Pur avendo la possibilità di essere convocato dalla Nigeria, ha affermato che darebbe priorità a una chiamata dell’Italia, avendo già vestito l’azzurro nelle giovanili. Per ora, però, la concentrazione resta tutta sul Lorient, con la consapevolezza che le buone prestazioni con il club sono il primo passo per raggiungere ogni traguardo.






